Il nome pranoterapia deriva proprio da “prana”, che in sanscrito significa energia vitale.

La pranoterapia è una disciplina olistica che mira a ristabilire l’equilibrio energetico della persona: il pranoterapeuta, attraverso il centro energetico (chakra) delle mani, trasferisce il l’energia vitale da sé al paziente.

Come tutte le discipline con un approccio olistico, anche la pranoterapia si base sul paradigma di equilibrio/disequilibrio energetico nella persona.

Quando vi è una malattia o un disagio è sicuramente presente uno squilibrio energetico in alcuni sistemi dell’organismo, che se ripristinato favorisce il naturale processo di auto-guarigione.

La pranoterapia è utilizzata in Italia dagli anni ottanta ed ha un albo professionale privato (albo AMI), un tentativo di regolarizzare una pratica che, come tutte le discipline bio-naturali, purtroppo ancora non hanno una vera regolamentazione ufficiale.

Per poter diventare pranoterapeuti occorre fare un corso di formazione professionale e iscriversi ad un albo o alle associazioni di categoria (come A.N.P.S.I. – Associazione Nazionale Pranopratici Sensitivi Italiani).

Molti si domandano se la pranoterapia funzioni veramente.
Per risponderti, ti linko un documento con alcune evidenze scientifiche e ti riporto un estratto delle conclusioni:

“Possiamo concludere che il prana o energia vitale è attratto dalla materia vivente e dall’acqua, è guidato dalla volontà e dal pensiero; è il mezzo che comunica emozioni e percezioni, attraverso il quale siamo legati al cosmo e a tutto ciò che vive.”

Cosa fa il pranoterapeuta

Il pranopratico è un operatore in condizione e in grado di gestire e donare la propria energia vitale ad un’altra persona.

Non è una persona speciale, tutti possono diventare pranoterapeuti seguendo un apposito corso di formazione professionale.

Come prima cosa, il pranoterapeuta per poter donare energia deve averne in esubero e sicuramente deve avere, in primis, una buona condizione fisica/psichica/energetica.

Deve anche avere una buona capacità di concentrazione mentale, necessaria per “veicolare” coscientemente il prana.

La pratica consiste nel posizionare le mani nelle zone del corpo da trattare o su chakra e meridiani energetici e far fluire la propria energia nel paziente indirizzandola consapevolmente.

Questa processo rivitalizza e riequilibra il sistema energetico della persona trattata, ristabilendo l’equilibrio omeostatico che favorisce il naturale processo di guarigione.

Le sensazioni che si avvertono durante la seduta di pranoterapia, in genere sono calore, profondo rilassamento e leggere correnti elettriche lungo il corpo.

Differenza con il reiki

Molti si domandano quale differenza c’è tra pranoterapia e Reiki, visto la tecnica apparentemente è uguale.

In effetti, la tecnica della pranoterapia è simile a quella del Reiki, con la differenza che nella pranoterapia viene canalizzata solo l’energia del pranoterapeutanel Reiki invece l’operatore è un “canale” dell’energia universale che viene veicolata verso il paziente.

Sebbene la condizione fisica/energetica dell’operatore sia sempre importante in qualsiasi disciplina, nel caso della pranoterapia è molto determinante, proprio perché deve donare la propria energia vitale.

I benefici della pranoterapia?

Come sempre, la “scienza ufficiale” dice che non esistono benefici dimostrati…lo sappiamo, è sempre la stessa storia!

Tuttavia, effetto placebo o meno, i principali campi di applicazione in cui la pranoterapia ha riscontrato effetti benefici sono:

  • Disturbi psicosomatici
  • Dolori articolari e reumatismi
  • Disturbi gastrointestinali
  • Dolori muscolari
  • Emicranie
  • Mal di schiena
  • Stress e ansia

Molti operatori sanitari testimoniano effetti positivi della pranoterapia anche come affiancamento nelle terapie oncologiche.

 

Fonte: Visione olistica

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