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	<title>Sistema sanitario Archivi - Previdir</title>
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	<description>Fondo Assistenza Previdir</description>
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	<title>Sistema sanitario Archivi - Previdir</title>
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	<item>
		<title>L’osteopatia entra ufficialmente nel Servizio Sanitario Nazionale</title>
		<link>https://www.previdir.it/losteopatia-entra-ufficialmente-nel-servizio-sanitario-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Cerina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 08:52:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si completa il percorso normativo che sancisce il pieno riconoscimento dell’osteopatia come professione sanitaria in Italia. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto relativo all’equipollenza dei titoli professionali, viene concluso l’iter previsto dalla Legge n. 3 del 2018, che ha istituito la figura professionale dell’osteopata all’interno del sistema sanitario. L’ultimo provvedimento definisce i criteri  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si completa il percorso normativo che sancisce il pieno riconoscimento dell’<strong>osteopatia come professione sanitaria in Italia</strong>. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto relativo all’equipollenza dei titoli professionali, viene concluso l’iter previsto dalla Legge n. 3 del 2018, che ha istituito la figura professionale dell’osteopata all’interno del sistema sanitario.</p>
<p>L’ultimo provvedimento definisce i criteri per il riconoscimento dei titoli conseguiti prima dell’introduzione del percorso universitario e dell’esperienza professionale maturata dagli operatori già attivi nel settore, consentendo il definitivo inserimento della professione nel Servizio Sanitario Nazionale.</p>
<p>Il processo di regolamentazione si è sviluppato attraverso diverse tappe fondamentali. La <strong>Legge 3/2018</strong> ha rappresentato il primo passo, riconoscendo formalmente l’osteopatia come professione sanitaria. Successivamente, il <strong>Decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 2021</strong> ha recepito l’Accordo Stato-Regioni, definendo il profilo professionale dell’osteopata e le relative competenze.</p>
<p>Un ulteriore passaggio è arrivato con il <strong>Decreto Interministeriale n. 1563 del 2023</strong>, che ha disciplinato l’ordinamento didattico del corso di laurea in Osteopatia, introducendo un percorso universitario abilitante e uniformando la formazione sul territorio nazionale.</p>
<p>Con il recente decreto sui titoli pregressi, il quadro normativo risulta ora completo. La nuova disciplina garantisce <strong>maggiore tutela ai cittadini</strong>, assicura <strong>standard formativi omogenei</strong> e consolida il ruolo dell’osteopata all’interno del sistema delle <strong>professioni sanitarie riconosciute</strong>.</p>
<p>L’inserimento dell’osteopatia nel Servizio Sanitario Nazionale rappresenta un importante passo avanti nel processo di valorizzazione delle professioni sanitarie e contribuisce a rafforzare l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, alla cura e al benessere della persona.</p>
<p>Per approfondimenti: <strong><a href="https://www.repubblica.it/salute/2026/05/26/news/l_osteopatia_entra_definitivamente_nel_servizio_sanitario_nazionale-425370337/" target="_blank" rel="noopener">REPUBBLICA</a></strong></p>
<p><a href="https://www.previdir.it/news/" target="_blank" rel="noopener">LEGGI TUTTE LE ALTRE NEWS</a></p>
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		<title>A Roma parte PRIMA: integrazione ospedale-territorio con l’Infermiere di Famiglia e Comunità</title>
		<link>https://www.previdir.it/a-roma-parte-prima-integrazione-ospedale-territorio-con-linfermiere-di-famiglia-e-comunita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Cerina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 08:11:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ha preso il via a Roma PRIMA – Presa in carico Integrata e Multidisciplinare Anticipata, un progetto sperimentale promosso dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea in collaborazione con la ASL Roma 4, con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio attraverso il ruolo dell’Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC). Il progetto punta a garantire una presa in  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha preso il via a Roma <strong>PRIMA – Presa in carico Integrata e Multidisciplinare Anticipata</strong>, un progetto sperimentale promosso dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea in collaborazione con la ASL Roma 4, con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio attraverso il ruolo dell’Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC).</p>
<p>Il progetto punta a garantire una <strong>presa in carico precoce e continuativa dei pazienti</strong> già nella fase di accesso al Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) o durante il ricovero in area medica. L’attivazione anticipata dell’IFeC consente di individuare tempestivamente i bisogni assistenziali e di costruire un <strong>piano personalizzato di dimissione protetta</strong>, condiviso tra le équipe ospedaliere e territoriali.</p>
<p>PRIMA rappresenta un’applicazione concreta del modello di sanità di prossimità delineato dal <strong>DM 77</strong>, favorendo la continuità assistenziale nei diversi setting di cura: dal domicilio alle Case della Comunità, fino agli Ospedali di Comunità. L’iniziativa mira a ridurre i tempi di degenza ospedaliera, migliorare l’accesso alle cure territoriali e rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse sanitarie sul territorio della ASL Roma 4.</p>
<p>Cinque gli <strong>obiettivi principali del progetto</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>ridurre i tempi di attesa nel Pronto Soccorso del Sant’Andrea;</strong></li>
<li><strong>migliorare qualità e sicurezza delle cure grazie alla continuità assistenziale;</strong></li>
<li><strong>promuovere l’empowerment del paziente e del caregiver, rafforzando l’autogestione della salute;</strong></li>
<li><strong>ottimizzare l’impiego delle risorse sanitarie e sociali;</strong></li>
<li><strong>contenere i costi legati a ricoveri evitabili e accessi impropri al Pronto Soccorso.</strong></li>
</ul>
<p>I destinatari di PRIMA sono i pazienti maggiorenni accettati al DEA o ricoverati in area medica presso l’Ospedale Sant’Andrea e dimessi al proprio domicilio (non in strutture residenziali) nel territorio della ASL Roma 4. Il progetto coinvolge una rete articolata di professionisti e servizi: Infermieri di Famiglia e Comunità, Medici di Medicina Generale, reparti ospedalieri, case manager, team operativi ospedalieri, servizi sociali, ADI, Centrali Operative aziendali e territoriali, oltre alle farmacie per la riconciliazione terapeutica.</p>
<p>L’iniziativa si inserisce nella più ampia strategia di <strong>potenziamento della rete territoriale della ASL Roma 4</strong>, che comprende la realizzazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità. Le stesse modalità operative saranno applicate anche ai poli ospedalieri di Civitavecchia e Bracciano.</p>
<p>PRIMA rappresenta un modello virtuoso di integrazione sociosanitaria, capace di rispondere in modo più strutturato ai bisogni di cura oltre l’ospedale e di rafforzare il legame con il territorio. Un approccio che valorizza il lavoro in équipe e il ruolo centrale degli Infermieri di Famiglia e Comunità, figure ormai indispensabili per la salute pubblica e per una reale continuità assistenziale.</p>
<p>Per approfondimenti: <strong><a href="https://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/a-roma-al-via-prima-progetto-di-integrazione-ospedale-territorio-con-l-infermiere-di-famiglia-e-comunit/" target="_blank" rel="noopener">QUOTIDIANOSANITA</a></strong></p>
<p><a href="https://www.previdir.it/news/" target="_blank" rel="noopener">LEGGI TUTTE LE ALTRE NEWS</a></p>
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		<item>
		<title>Spesa farmaceutica: 15 miliardi a carico delle famiglie e bilanci regionali sotto pressione</title>
		<link>https://www.previdir.it/spesa-farmaceutica-15-miliardi-a-carico-delle-famiglie-e-bilanci-regionali-sotto-pressione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Cerina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 09:52:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La spesa farmaceutica in Italia continua a mostrare segnali di forte criticità, con un impatto crescente sia sui cittadini sia sulla sostenibilità dei bilanci regionali. L’analisi pubblicata dalla Corte dei Conti nel Quaderno n. 4 “La Sanità in cammino per il cambiamento” evidenzia infatti come il costo dei farmaci rappresenti una voce sempre più difficile  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La spesa farmaceutica in Italia continua a mostrare segnali di forte criticità, con un impatto crescente sia sui cittadini sia sulla sostenibilità dei bilanci regionali. L’analisi pubblicata dalla Corte dei Conti nel Quaderno n. 4 “La Sanità in cammino per il cambiamento” evidenzia infatti come il costo dei farmaci rappresenti una voce sempre più difficile da governare, nonostante i tentativi di contenimento messi in atto negli ultimi anni.</p>
<h4>15,4 miliardi pagati direttamente dalle famiglie</h4>
<p>Nel 2024 la spesa complessiva per farmaci e presidi medici ha raggiunto i 37,7 miliardi di euro. Di questi, 15,4 miliardi – pari al 41% del totale – sono stati sostenuti direttamente dalle famiglie attraverso acquisti privati (spesa out-of-pocket).<br />
Questa quota riflette non solo la crescita del ricorso al privato per far fronte a carenze e attese nel servizio pubblico, ma anche il peso dei farmaci da banco, dei dispositivi e di prodotti non rimborsati dal Servizio sanitario nazionale.</p>
<h4>Spesa pubblica in forte aumento</h4>
<p>Parallelamente, la componente pubblica della spesa farmaceutica è aumentata del 6,6% in un anno, raggiungendo 20,9 miliardi di euro. Secondo la Corte dei Conti, gli “acquisti di beni” – la categoria che include anche i farmaci – rappresentano una delle voci che più hanno contribuito all’incremento dei costi sanitari nel 2024 (+9,1%).</p>
<p>Nonostante l’innalzamento del tetto di spesa per gli acquisti diretti dall’8,15% all’8,5% del Fondo sanitario nazionale, tutte le Regioni hanno superato questo limite, generando uno scostamento complessivo di 4,1 miliardi di euro.<br />
Il meccanismo del payback, pensato per recuperare parte delle eccedenze dalle aziende farmaceutiche, resta invece bloccato da contenziosi e revisioni normative che ne hanno ridotto l’efficacia.</p>
<h4>Un’Italia divisa in due</h4>
<p>La dinamica della spesa non è omogenea lungo la Penisola. Le Regioni già impegnate in piani di rientro – tra cui Lazio, Campania e Molise – registrano incrementi della spesa pubblica ben superiori alla media nazionale.</p>
<p>Nel 2024:</p>
<ul>
<li>Lazio: +15,6%</li>
<li>Campania: +13,8%</li>
<li>Molise: +10,5%</li>
</ul>
<p>Media nazionale (al netto delle Regioni in piano di rientro): +9,3%</p>
<p>La Corte segnala inoltre un aumento particolarmente marcato dei costi per i farmaci innovativi e ad alto impatto economico (ex file F) soprattutto nelle Regioni del Sud a statuto ordinario. Qui la crescita della spesa è risultata “più che doppia rispetto alla media”, segnalando un impatto crescente dell’innovazione terapeutica su bilanci già fragili.</p>
<h4>Un sistema sotto tripla pressione</h4>
<p>Il quadro complessivo delineato dalla Corte dei Conti è quello di un settore in cui:</p>
<ul>
<li>lo Stato fatica a contenere la spesa pubblica,</li>
<li>le famiglie sostengono una quota crescente di costi,</li>
<li>le Regioni più deboli incontrano difficoltà nel gestire l’arrivo di terapie innovative e sempre più costose.</li>
</ul>
<h4>Verso un modello più sostenibile</h4>
<p>Il 2026 viene indicato come un anno “decisivo per la sanità pubblica”. La sfida principale non sarà soltanto reperire nuove risorse, ma ripensare in modo strutturale il modello di governance della spesa farmaceutica, con l’obiettivo di garantire:</p>
<ul>
<li><strong>sostenibilità economica,</strong></li>
<li><strong>equità nell’accesso ai farmaci,</strong></li>
<li><strong>capacità di assorbire l’innovazione terapeutica.</strong></li>
</ul>
<p>Per approfondimenti: <strong><a href="https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/dispositivi-medici-spesa-in-crescita-continua-tra-il-e-il-sforato-il-tetto-di-oltre-miliardi-e-senza-interventi-il-conto-per-le-imprese-rischia-di-superare-i-miliardi/" target="_blank" rel="noopener">QUOTIDIANOSANITA</a></strong></p>
<p><a href="https://www.previdir.it/news/" target="_blank" rel="noopener">LEGGI TUTTE LE ALTRE NEWS</a></p>
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		<item>
		<title>L’obesità riconosciuta come malattia: approvata la nuova legge nazionale</title>
		<link>https://www.previdir.it/lobesita-riconosciuta-come-malattia-approvata-la-nuova-legge-nazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Cerina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 09:56:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge che riconosce l’obesità come malattia cronica e introduce un programma nazionale dedicato a prevenzione, cura e inclusione sociale. È la prima volta che in Italia questa condizione ottiene un inquadramento normativo così completo. La norma conferma il diritto delle persone con obesità ad accedere alle  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge che riconosce l’obesità come malattia cronica e introduce un programma nazionale dedicato a prevenzione, cura e inclusione sociale. È la prima volta che in Italia questa condizione ottiene un inquadramento normativo così completo.</p>
<p>La norma conferma il diritto delle persone con obesità ad accedere alle prestazioni previste dai LEA, con presa in carico da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Il riconoscimento comporta accesso strutturato a diagnosi, terapie e monitoraggio, in forma gratuita o con compartecipazione.</p>
<h4>Le principali misure</h4>
<p>La legge introduce una <strong>strategia multi-settore</strong> che coinvolge sanità, scuole, lavoro e informazione pubblica. Tra i punti chiave:</p>
<ul>
<li><strong>Programma nazionale per la prevenzione e la cura dell’obesità</strong>, finanziato con:
<ul>
<li>700.000 euro nel 2025</li>
<li>800.000 euro nel 2026</li>
<li>1,2 milioni di euro annui dal 2027</li>
</ul>
</li>
<li><strong>Fondi destinati a iniziative territoriali</strong>, educazione alimentare, promozione dell’attività fisica, sostegno alla genitorialità e all’allattamento.</li>
<li><strong>Misure per contrastare discriminazioni e favorire l’inclusione delle persone con obesità</strong> in ambito scolastico, lavorativo e sportivo.</li>
<li><strong>400.000 euro annui per la formazione di medici, pediatri, studenti universitari e operatori del SSN</strong>, con l’obiettivo di rafforzare le competenze cliniche sulla gestione dell’obesità.</li>
<li><strong>Istituzione dell’Osservatorio per lo Studio dell’Obesità (OSO) presso il Ministero della Salute</strong>, incaricato del monitoraggio dell’attuazione e della produzione di un report annuale al Parlamento.</li>
<li><strong>100.000 euro annui per campagne informative rivolte alla popolazione</strong>, in collaborazione con scuole, farmacie, medici e realtà locali.</li>
</ul>
<h4>Cosa cambia per il sistema sanitario e per i cittadini</h4>
<p>Il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica rappresenta un passo decisivo verso una gestione più omogenea e strutturata sul territorio nazionale.<br />
Per i cittadini significa maggiore tutela e percorsi di cura più chiari; per il sistema sanitario e gli operatori, l’avvio di un percorso di aggiornamento professionale e potenziamento dei servizi.</p>
<p>Per approfondimenti: <strong><a href="https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=132339" target="_blank" rel="noopener">QUOTIDIANOSANITA&#8217;</a></strong></p>
<p><a href="https://www.previdir.it/news/" target="_blank" rel="noopener">LEGGI TUTTE LE ALTRE NEWS</a></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.previdir.it/lobesita-riconosciuta-come-malattia-approvata-la-nuova-legge-nazionale/">L’obesità riconosciuta come malattia: approvata la nuova legge nazionale</a> proviene da <a href="https://www.previdir.it">Previdir</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sanità: solo tre Regioni del Sud superano la prova dei Livelli Essenziali di Assistenza</title>
		<link>https://www.previdir.it/sanita-solo-tre-regioni-del-sud-superano-la-prova-dei-livelli-essenziali-di-assistenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Cerina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 13:42:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2023, solo 13 Regioni italiane hanno rispettato gli standard minimi di qualità previsti dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), le prestazioni sanitarie che il Servizio Sanitario Nazionale deve garantire gratuitamente o con ticket a tutti i cittadini. È quanto emerge dai dati del Ministero della Salute, analizzati dalla Fondazione GIMBE, che ha condotto uno  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2023, solo 13 Regioni italiane hanno rispettato gli standard minimi di qualità previsti dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), le prestazioni sanitarie che il Servizio Sanitario Nazionale deve garantire gratuitamente o con ticket a tutti i cittadini. È quanto emerge dai dati del Ministero della Salute, analizzati dalla Fondazione GIMBE, che ha condotto uno studio indipendente per valutare le differenze territoriali nella qualità delle cure.</p>
<h4>Veneto al primo posto. Puglia, Campania e Sardegna le uniche promosse nel Mezzogiorno</h4>
<p>Il Veneto si conferma in testa alla classifica nazionale, seguito da un gruppo di Regioni virtuose del Centro-Nord, tra cui <strong>Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Piemonte</strong>.<br />
Nel Mezzogiorno, invece, il quadro resta critico: solo <strong>Puglia, Campania e Sardegna raggiungono la sufficienza</strong> e vengono considerate “adempienti” agli standard richiesti.</p>
<p>Secondo l’analisi GIMBE, il numero complessivo delle Regioni promosse (13) resta invariato rispetto al 2022, ma otto territori hanno registrato un peggioramento delle proprie performance.<br />
Tra le variazioni più significative, Campania e Sardegna entrano tra le Regioni conformi, mentre Basilicata e Liguria scendono sotto la soglia di adempienza.</p>
<p>Restano invece in difficoltà <strong>Calabria, Molise e la Provincia autonoma di Bolzano</strong>, che non raggiungono gli obiettivi in una sola area di intervento, mentre Abruzzo, Sicilia e Valle d’Aosta risultano carenti in due ambiti.</p>
<p>“Il divario tra Nord e Sud resta profondo – sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della <strong>Fondazione GIMBE</strong> –: tra le 13 Regioni promosse, solo tre appartengono al Mezzogiorno. La Puglia si avvicina ai livelli del Nord, mentre Campania e Sardegna superano di poco la soglia minima.”</p>
<p>L’analisi prende in esame tre aree fondamentali di assistenza: prevenzione, servizi distrettuali e assistenza ospedaliera, offrendo una fotografia dettagliata delle differenze regionali nella tutela del diritto alla salute.</p>
<p>Per approfondimenti: <strong><a href="https://www.ilsole24ore.com/radiocor/nRC_03.09.2025_10.12_232?refresh_ce=1" target="_blank" rel="noopener">ILSOLE24ORE</a></strong></p>
<p><a href="https://www.previdir.it/news/" target="_blank" rel="noopener">LEGGI TUTTE LE ALTRE NEWS</a></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.previdir.it/sanita-solo-tre-regioni-del-sud-superano-la-prova-dei-livelli-essenziali-di-assistenza/">Sanità: solo tre Regioni del Sud superano la prova dei Livelli Essenziali di Assistenza</a> proviene da <a href="https://www.previdir.it">Previdir</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Eccellenze e disuguaglianze: gli ospedali italiani e la sfida del Ministero della Salute</title>
		<link>https://www.previdir.it/eccellenze-e-disuguaglianze-gli-ospedali-italiani-e-la-sfida-del-ministero-della-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Cerina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 07:25:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema sanitario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.previdir.it/?p=21755</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Italia vanta una tradizione medica di eccellenza, riconosciuta a livello internazionale. Nonostante le criticità legate a disparità territoriali e carenze di personale, numerosi ospedali si distinguono per qualità delle cure, ricerca e innovazione tecnologica. I migliori ospedali italiani Secondo classifiche indipendenti e rapporti di settore alcuni ospedali spiccano per efficienza, innovazione e risultati clinici: Policlinico  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.previdir.it/eccellenze-e-disuguaglianze-gli-ospedali-italiani-e-la-sfida-del-ministero-della-salute/">Eccellenze e disuguaglianze: gli ospedali italiani e la sfida del Ministero della Salute</a> proviene da <a href="https://www.previdir.it">Previdir</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Italia vanta una tradizione medica di eccellenza, riconosciuta a livello internazionale. Nonostante le criticità legate a disparità territoriali e carenze di personale, numerosi ospedali si distinguono per qualità delle cure, ricerca e innovazione tecnologica.</p>
<h4>I migliori ospedali italiani</h4>
<p>Secondo classifiche indipendenti e rapporti di settore alcuni ospedali spiccano per efficienza, innovazione e risultati clinici:</p>
<ul>
<li><strong>Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma</strong> – Leader in oncologia, cardiochirurgia e ricerca biomedica, è spesso al vertice delle classifiche internazionali.</li>
<li><strong>Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano</strong> – Punto di riferimento nazionale per emergenze complesse, trapianti e neurochirurgia.</li>
<li><strong>Ospedale San Raffaele di Milano</strong> – Eccellenza nella ricerca biotecnologica e nella chirurgia ad alta specializzazione.</li>
<li><strong>Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna</strong> – Rinomato per l’oncoematologia pediatrica e i trapianti.</li>
<li><strong>Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo</strong> – Modello di organizzazione e multidisciplinarità, con forti competenze in pediatria e cardiochirurgia.</li>
<li><strong>Policlinico di Padova</strong> – Storico polo accademico, all’avanguardia nelle neuroscienze e nella chirurgia innovativa.</li>
</ul>
<p>A questi si aggiungono altri ospedali di eccellenza diffusi lungo la penisola, come il Regina Margherita di Torino (pediatria), l’Istituto Tumori di Milano, il Meyer di Firenze (pediatria) e il Gaslini di Genova.</p>
<h4>Le disuguaglianze territoriali</h4>
<p>Nonostante queste punte di diamante, il sistema sanitario italiano presenta forti squilibri tra Nord e Sud. Le regioni settentrionali beneficiano di maggiori investimenti, migliori infrastrutture e tempi di attesa più contenuti. Al contrario, in molte aree del Centro-Sud la carenza di personale e di risorse costringe migliaia di pazienti a spostarsi per cure specialistiche, fenomeno noto come mobilità sanitaria passiva.</p>
<h4>Come il Ministero della Salute può riportare equilibrio</h4>
<p>Per ridurre le disparità e rafforzare l’uniformità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), il Ministero della Salute può agire su più fronti:</p>
<ul>
<li><strong>Riequilibrio delle risorse</strong> – Introdurre criteri di finanziamento che tengano conto non solo della popolazione, ma anche dei fabbisogni sanitari specifici di ciascuna regione.</li>
<li><strong>Potenziamento del personale sanitario</strong> – Investire nella formazione e incentivare medici e infermieri a lavorare nelle aree carenti, anche con politiche di premialità economica e contrattuale.</li>
<li><strong>Digitalizzazione e telemedicina</strong>: rafforzare la rete di teleconsulto e teleassistenza, in modo da garantire accesso a cure di qualità anche nelle zone periferiche o insulari.</li>
<li><strong>Piani di rientro strutturali</strong>: superare la logica dei commissariamenti regionali, affiancando invece piani di investimento mirati e controllati.</li>
<li><strong>Rete nazionale delle eccellenze</strong>: creare un sistema interconnesso che consenta ai pazienti di accedere ai migliori centri di riferimento, senza disparità economiche o logistiche.</li>
<li><strong>Monitoraggio e trasparenza</strong>: rafforzare l’attività di Agenas e degli osservatori regionali per misurare le performance ospedaliere con criteri chiari e accessibili ai cittadini.</li>
</ul>
<h4>Conclusione</h4>
<p>L’Italia dispone di ospedali di livello mondiale, ma non basta valorizzare poche eccellenze: occorre garantire equità di accesso alle cure per tutti i cittadini. Il Ministero della Salute ha un ruolo cruciale nel riportare equilibrio, promuovendo una sanità realmente nazionale, capace di ridurre le distanze geografiche e sociali, e di assicurare cure di alta qualità in ogni angolo del Paese.</p>
<p>Per approfondimenti: <strong><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/ecco-quali-sono-21-super-ospedali-le-cure-piu-complesse-cinque-lombardia-e-solo-due-sud-AHit31hB" target="_blank" rel="noopener">ILSOLE24ORE</a></strong></p>
<p><a href="https://www.previdir.it/news/" target="_blank" rel="noopener">LEGGI TUTTE LE ALTRE NEWS</a></p>
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		<title>Tempi di attesa per le terapie oncologiche innovative in Italia: un&#8217;ostacolo alla cura?</title>
		<link>https://www.previdir.it/tempi-di-attesa-per-le-terapie-oncologiche-innovative-in-italia-unostacolo-alla-cura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Cerina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2025 07:03:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, la ricerca scientifica in ambito oncologico ha portato a importanti progressi terapeutici. Immunoterapie, terapie a bersaglio molecolare e farmaci innovativi rappresentano oggi una concreta speranza per molti pazienti affetti da tumori. Tuttavia, in Italia, l’accesso tempestivo a questi trattamenti può risultare problematico a causa di una serie di ostacoli burocratici e organizzativi.  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, la ricerca scientifica in ambito oncologico ha portato a importanti progressi terapeutici. Immunoterapie, terapie a bersaglio molecolare e farmaci innovativi rappresentano oggi una concreta speranza per molti pazienti affetti da tumori. Tuttavia, in Italia, l’accesso tempestivo a questi trattamenti può risultare problematico a causa di una serie di ostacoli burocratici e organizzativi.</p>
<h4>Il percorso dell&#8217;innovazione: dall&#8217;autorizzazione all&#8217;erogazione</h4>
<p>Il processo di introduzione di una nuova terapia oncologica nel sistema sanitario nazionale (SSN) prevede diversi passaggi: l’approvazione da parte dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA), la valutazione dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), la negoziazione del prezzo, e infine l’inserimento nei prontuari regionali. Questo iter può richiedere, in media, dai 12 ai 18 mesi. Durante questo periodo, il farmaco, pur essendo approvato a livello europeo, non è ancora disponibile per la maggior parte dei pazienti italiani.</p>
<h4>Le disparità regionali</h4>
<p>Uno degli aspetti più critici riguarda le diseguaglianze regionali. Alcune regioni riescono ad attivare più rapidamente i nuovi trattamenti, mentre in altre l’accesso può essere significativamente ritardato. Questo fenomeno, noto come “regionalismo sanitario”, crea un sistema a doppia velocità, penalizzando i pazienti che risiedono in territori meno efficienti o con bilanci sanitari più rigidi.</p>
<h4>Il ruolo degli studi clinici e dell’accesso compassionevole</h4>
<p>In attesa dell&#8217;approvazione formale, alcuni pazienti riescono ad accedere ai nuovi farmaci attraverso studi clinici o programmi di uso compassionevole. Tuttavia, queste opportunità non sono equamente distribuite e richiedono un forte coinvolgimento dei centri oncologici e una buona informazione ai pazienti. Inoltre, non tutte le strutture sono attrezzate per partecipare a sperimentazioni avanzate.</p>
<h4>Le conseguenze per i pazienti</h4>
<p>I ritardi nell’accesso alle terapie oncologiche innovative possono avere conseguenze gravi: non solo in termini di esiti clinici, ma anche in termini psicologici e sociali. I pazienti e le famiglie spesso vivono un duplice dramma: la diagnosi di cancro e l’attesa incerta per una cura potenzialmente salvavita.</p>
<h4>Le proposte di riforma</h4>
<p>Negli ultimi anni, esperti e associazioni di pazienti hanno avanzato numerose proposte per velocizzare l’accesso alle cure oncologiche innovative. Tra queste:</p>
<ul>
<li><strong>Snellire i processi di valutazione AIFA</strong>.</li>
<li><strong>Migliorare il coordinamento tra Stato e Regioni</strong>.</li>
<li><strong>Creare un fondo nazionale dedicato alle terapie oncologiche innovative</strong>.</li>
<li><strong>Rafforzare la trasparenza nei tempi di approvazione e distribuzione</strong>.</li>
</ul>
<h4>Conclusioni</h4>
<p>Il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione Italiana, non può essere soggetto a ritardi amministrativi o disuguaglianze territoriali. Garantire un accesso tempestivo e uniforme alle terapie oncologiche innovative è una sfida urgente che richiede un impegno collettivo da parte delle istituzioni, dei professionisti sanitari e della società civile.</p>
<p>Per approfondimenti: <strong><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/farmaci-14-mesi-attesa-l-accesso-terapie-oncologiche-innovative-AGrRyVmD" target="_blank" rel="noopener">ILSOLE24ORE</a></strong></p>
<p><a href="https://www.previdir.it/news/" target="_blank" rel="noopener">LEGGI TUTTE LE ALTRE NEWS</a></p>
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		<title>Sanità italiana: quando il regionalismo diventa disuguaglianza</title>
		<link>https://www.previdir.it/sanita-italiana-quando-il-regionalismo-diventa-disuguaglianza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Cerina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2025 07:26:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), nato nel 1978 con l’intento di garantire cure gratuite e universalistiche a tutti i cittadini, si trova oggi di fronte a una profonda crisi di uniformità. Alla base del problema c’è un regionalismo spinto che, pur essendo nato per rendere la sanità più efficiente e vicina ai cittadini, rischia di  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), nato nel 1978 con l’intento di garantire cure gratuite e universalistiche a tutti i cittadini, si trova oggi di fronte a una profonda crisi di uniformità. Alla base del problema c’è un regionalismo spinto che, pur essendo nato per rendere la sanità più efficiente e vicina ai cittadini, rischia di aver prodotto l’effetto opposto: un’Italia sanitaria a più velocità, dove la qualità delle cure dipende sempre più dal luogo di residenza.</p>
<h4>Una sanità frammentata</h4>
<p>La riforma del Titolo V della Costituzione del 2001 ha affidato alle Regioni la competenza esclusiva sull’organizzazione e gestione dei servizi sanitari. Questo ha portato alla creazione di 21 sistemi sanitari distinti, ognuno con le proprie regole, priorità e livelli di investimento. Sebbene alcune Regioni abbiano dimostrato capacità gestionali elevate, molte altre – spesso quelle con maggiori fragilità economiche e sociali – si sono trovate in difficoltà, aggravando il divario Nord-Sud.</p>
<h4>Le disuguaglianze che penalizzano i cittadini</h4>
<p>L’effetto più diretto della frammentazione è l’iniquità nell’accesso alle cure. I cittadini di alcune Regioni godono di servizi efficienti, tempi d’attesa contenuti e strutture moderne; altri, invece, devono fare i conti con ospedali sottodimensionati, carenza di personale e attese incompatibili con il diritto alla salute. La mobilità sanitaria – ovvero il fenomeno per cui molti cittadini del Sud si spostano al Nord per curarsi – è diventata un sintomo strutturale del sistema. Oltre al disagio personale, questo fenomeno produce un drenaggio continuo di risorse finanziarie dalle Regioni più povere verso quelle più ricche, accentuando ulteriormente lo squilibrio.</p>
<h4>Il rischio del regionalismo differenziato</h4>
<p>Negli ultimi anni, la spinta verso un regionalismo ancora più marcato – con la richiesta di maggiore autonomia da parte di Regioni come Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna – ha sollevato forti preoccupazioni. Se non accompagnato da meccanismi di riequilibrio, il cosiddetto regionalismo differenziato rischia di cristallizzare le disuguaglianze, creando cittadini di serie A e serie B. In un Paese dove la salute dovrebbe essere un diritto universale, una tale prospettiva rappresenta una minaccia concreta all’unità e all’equità del SSN.</p>
<h4>Il paradosso dell&#8217;autonomia</h4>
<p>L’autonomia regionale, in teoria, permette di modellare i servizi sanitari sulle esigenze locali. Ma senza una regia nazionale forte e criteri uniformi, può trasformarsi in isolamento decisionale e incapacità di fare sistema. La pandemia di COVID-19 ha dimostrato quanto sia pericoloso avere 21 piani sanitari scollegati: la confusione iniziale tra protocolli diversi, la concorrenza tra Regioni per l&#8217;acquisto di dispositivi e vaccini, e la disomogeneità nei dati raccolti hanno evidenziato i limiti di un modello troppo frammentato.</p>
<h4>Verso un riequilibrio</h4>
<p>Oggi, la vera sfida è ricucire il tessuto sanitario nazionale. Serve un intervento statale più incisivo per garantire standard minimi uniformi, rafforzare la rete territoriale soprattutto nelle Regioni in difficoltà, e attivare meccanismi di perequazione che riequilibrino risorse e competenze. La salute non può essere una variabile dipendente dalla geografia, ma un diritto fondamentale per tutti.</p>
<h4>Conclusione</h4>
<p>Il regionalismo in sanità ha mostrato sia luci che ombre, ma quando diventa sinonimo di disuguaglianza, è necessario ripensarlo. Riaffermare una visione nazionale della salute pubblica, senza rinunciare al contributo delle autonomie locali, è l’unica via per restituire dignità ed equità al Servizio Sanitario Nazionale. In gioco non c’è solo l’efficienza del sistema, ma l’integrità stessa del patto sociale tra cittadini e istituzioni.</p>
<p>Per approfondimenti: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/l-italia-sanita-e-rotta-21-pezzi-ricentralizzare-gestione-dati-e-dispositivi-AGSLqlSD" target="_blank" rel="noopener">ILSOLE24ORE</a></p>
<p><a href="https://www.previdir.it/news/" target="_blank" rel="noopener">LEGGI TUTTE LE ALTRE NEWS</a></p>
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		<title>Ospedali italiani tra i migliori al mondo: un’eccellenza riconosciuta</title>
		<link>https://www.previdir.it/ospedali-italiani-tra-i-migliori-al-mondo-uneccellenza-riconosciuta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Cerina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2025 09:28:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno, la rivista Newsweek pubblica una classifica dei migliori ospedali al mondo, valutando migliaia di strutture sanitarie in base alla qualità delle cure, all’innovazione tecnologica e alla reputazione tra i professionisti del settore. L’edizione del 2025 ha confermato il predominio di alcuni dei centri medici più rinomati a livello internazionale, con ospedali negli Stati  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno, la rivista Newsweek pubblica una <strong>classifica dei migliori ospedali al mondo</strong>, valutando migliaia di strutture sanitarie in base alla qualità delle cure, all’innovazione tecnologica e alla reputazione tra i professionisti del settore. L’edizione del 2025 ha confermato il predominio di alcuni dei centri medici più rinomati a livello internazionale, con ospedali negli Stati Uniti, in Europa e in Asia che continuano a eccellere per i loro standard elevati.</p>
<p>Un dato particolarmente interessante riguarda il ruolo dell&#8217;Italia in questo panorama globale. Il sistema sanitario italiano, spesso al centro di dibattiti e riforme, si dimostra ancora una volta capace di competere con le eccellenze mondiali. Ben <strong>tredici ospedali italiani</strong> sono stati inseriti nella prestigiosa classifica, con strutture che hanno scalato posizioni rispetto agli anni precedenti. Tra queste, spiccano ospedali di Milano, Roma, Bologna e altre città che da anni si distinguono per l’alta specializzazione in diversi ambiti medici, dalla ricerca oncologica alla chirurgia avanzata.</p>
<p>Un esempio significativo è quello del Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, che ha registrato un importante miglioramento nel ranking, confermando il valore del personale medico e delle infrastrutture a disposizione dei pazienti. Anche il Policlinico Gemelli di Roma e il San Raffaele di Milano continuano a rappresentare punti di riferimento per la medicina italiana, con reparti di eccellenza riconosciuti a livello internazionale.</p>
<p>Questa classifica non è solo un riconoscimento di prestigio, ma anche uno strumento utile per evidenziare il livello di assistenza sanitaria che i pazienti possono aspettarsi in diverse parti del mondo. Il fatto che l&#8217;Italia mantenga una <strong>presenza solida tra i migliori ospedali globali</strong> dimostra quanto il nostro sistema sanitario, nonostante le difficoltà, sia ancora capace di offrire cure di altissima qualità. Inoltre, l’attenzione crescente all’innovazione, alla ricerca e alla formazione dei medici contribuisce a mantenere alto il livello delle strutture italiane.</p>
<p>In un periodo in cui la sanità è al centro delle sfide globali, con l’evoluzione delle tecnologie mediche e la necessità di migliorare l’accesso alle cure, queste valutazioni aiutano a comprendere quali modelli possono rappresentare un punto di riferimento per il futuro. L’Italia, con i suoi ospedali d’eccellenza, continua a dimostrare di poter competere con le migliori strutture sanitarie del mondo.</p>
<p>Per approfondimenti: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/gli-ospedali-top-specialita-bambino-gesu-pediatria-ieo-oncologia-tutte-classifiche-AGuXCiCD" target="_blank" rel="noopener">ILSOLE24ORE</a></p>
<p><a href="https://www.previdir.it/news/" target="_blank" rel="noopener">LEGGI TUTTE LE ALTRE NEWS</a></p>
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		<title>Sanità digitale in Italia: al via la piattaforma nazionale di Telemedicina</title>
		<link>https://www.previdir.it/sanita-digitale-in-italia-al-via-la-piattaforma-nazionale-di-telemedicina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Cerina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 12:29:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema sanitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT) rappresenta un passo significativo nell'evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano, promuovendo l'accesso alle cure e l'efficienza dei servizi sanitari attraverso l'uso delle tecnologie digitali. Questo progetto è stato sviluppato nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con un investimento di 1,5 miliardi di euro. Struttura della  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Piattaforma Nazionale di Telemedicina (PNT) rappresenta un passo significativo nell&#8217;evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano, promuovendo l&#8217;accesso alle cure e l&#8217;efficienza dei servizi sanitari attraverso l&#8217;uso delle tecnologie digitali. Questo progetto è stato sviluppato nell&#8217;ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con un investimento di 1,5 miliardi di euro.</p>
<h4>Struttura della piattaforma</h4>
<p>La PNT è organizzata su due livelli principali:</p>
<ul>
<li><strong>Infrastruttura Nazionale di Telemedicina (INT)</strong>: gestita dall&#8217;Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), l&#8217;INT fornisce servizi abilitanti per lo sviluppo, l&#8217;armonizzazione e il monitoraggio della telemedicina a livello nazionale.</li>
<li><strong>Infrastrutture Regionali di Telemedicina (IRT)</strong>: gestite dalle Regioni e Province Autonome, le IRT sono responsabili dell&#8217;erogazione effettiva dei servizi sanitari, adattandoli alle specifiche esigenze territoriali.</li>
</ul>
<h4>Obiettivi e servizi offerti</h4>
<p>La PNT mira a migliorare l&#8217;accesso alle cure, riducendo la necessità di spostamenti per visite e controlli, soprattutto per anziani e pazienti cronici. I servizi offerti includono:</p>
<ul>
<li><strong>Televisita</strong>: consultazioni mediche a distanza tra medico e paziente.</li>
<li><strong>Teleconsulto</strong>: collaborazione a distanza tra professionisti sanitari per discutere casi clinici.</li>
<li><strong>Telemonitoraggio</strong>: monitoraggio remoto dei parametri vitali dei pazienti, sia di base che avanzato.</li>
<li><strong>Teleassistenza</strong>: supporto sanitario continuo ai pazienti nel loro ambiente domestico.</li>
</ul>
<p>Questi servizi sono progettati per garantire un&#8217;assistenza sanitaria più vicina al cittadino, migliorando la qualità delle cure e ottimizzando le risorse del SSN.</p>
<h4>Integrazione con altre iniziative digitali</h4>
<p>La PNT è strettamente integrata con il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), creando un ecosistema digitale che facilita la condivisione e l&#8217;accesso ai dati sanitari dei pazienti. Questa integrazione è supportata da un&#8217;architettura condivisa basata su strutture cloud e logiche a microservizi, garantendo interoperabilità e sicurezza dei dati.</p>
<h4>Prospettive future</h4>
<p>Secondo il cronoprogramma del PNRR, entro la fine del 2025, almeno 300.000 pazienti saranno assistiti attraverso i servizi di telemedicina, con l&#8217;obiettivo di raggiungere quasi 800.000 pazienti entro il 2026.</p>
<p>Questa espansione rappresenta un passo fondamentale verso una sanità più digitale, inclusiva e vicina alle esigenze dei cittadini.</p>
<p>In conclusione, la Piattaforma Nazionale di Telemedicina costituisce una componente essenziale della trasformazione digitale del SSN, promuovendo l&#8217;innovazione e migliorando l&#8217;accessibilità e la qualità dei servizi sanitari in Italia.</p>
<p>Per approfondimenti: <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/02/04/piattaforma-telemedicina-pnrr-obiettivo-300mila-pazienti/7864553/" target="_blank" rel="noopener">ILFATTOQUOTIDIANO</a></p>
<p><a href="https://www.previdir.it/news/" target="_blank" rel="noopener">LEGGI TUTTE LE ALTRE NEWS</a></p>
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