Spesa farmaceutica: 15 miliardi a carico delle famiglie e bilanci regionali sotto pressione

Articolo del 15 Dicembre 2025

La spesa farmaceutica in Italia continua a mostrare segnali di forte criticità, con un impatto crescente sia sui cittadini sia sulla sostenibilità dei bilanci regionali. L’analisi pubblicata dalla Corte dei Conti nel Quaderno n. 4 “La Sanità in cammino per il cambiamento” evidenzia infatti come il costo dei farmaci rappresenti una voce sempre più difficile da governare, nonostante i tentativi di contenimento messi in atto negli ultimi anni.

15,4 miliardi pagati direttamente dalle famiglie

Nel 2024 la spesa complessiva per farmaci e presidi medici ha raggiunto i 37,7 miliardi di euro. Di questi, 15,4 miliardi – pari al 41% del totale – sono stati sostenuti direttamente dalle famiglie attraverso acquisti privati (spesa out-of-pocket).
Questa quota riflette non solo la crescita del ricorso al privato per far fronte a carenze e attese nel servizio pubblico, ma anche il peso dei farmaci da banco, dei dispositivi e di prodotti non rimborsati dal Servizio sanitario nazionale.

Spesa pubblica in forte aumento

Parallelamente, la componente pubblica della spesa farmaceutica è aumentata del 6,6% in un anno, raggiungendo 20,9 miliardi di euro. Secondo la Corte dei Conti, gli “acquisti di beni” – la categoria che include anche i farmaci – rappresentano una delle voci che più hanno contribuito all’incremento dei costi sanitari nel 2024 (+9,1%).

Nonostante l’innalzamento del tetto di spesa per gli acquisti diretti dall’8,15% all’8,5% del Fondo sanitario nazionale, tutte le Regioni hanno superato questo limite, generando uno scostamento complessivo di 4,1 miliardi di euro.
Il meccanismo del payback, pensato per recuperare parte delle eccedenze dalle aziende farmaceutiche, resta invece bloccato da contenziosi e revisioni normative che ne hanno ridotto l’efficacia.

Un’Italia divisa in due

La dinamica della spesa non è omogenea lungo la Penisola. Le Regioni già impegnate in piani di rientro – tra cui Lazio, Campania e Molise – registrano incrementi della spesa pubblica ben superiori alla media nazionale.

Nel 2024:

  • Lazio: +15,6%
  • Campania: +13,8%
  • Molise: +10,5%

Media nazionale (al netto delle Regioni in piano di rientro): +9,3%

La Corte segnala inoltre un aumento particolarmente marcato dei costi per i farmaci innovativi e ad alto impatto economico (ex file F) soprattutto nelle Regioni del Sud a statuto ordinario. Qui la crescita della spesa è risultata “più che doppia rispetto alla media”, segnalando un impatto crescente dell’innovazione terapeutica su bilanci già fragili.

Un sistema sotto tripla pressione

Il quadro complessivo delineato dalla Corte dei Conti è quello di un settore in cui:

  • lo Stato fatica a contenere la spesa pubblica,
  • le famiglie sostengono una quota crescente di costi,
  • le Regioni più deboli incontrano difficoltà nel gestire l’arrivo di terapie innovative e sempre più costose.

Verso un modello più sostenibile

Il 2026 viene indicato come un anno “decisivo per la sanità pubblica”. La sfida principale non sarà soltanto reperire nuove risorse, ma ripensare in modo strutturale il modello di governance della spesa farmaceutica, con l’obiettivo di garantire:

  • sostenibilità economica,
  • equità nell’accesso ai farmaci,
  • capacità di assorbire l’innovazione terapeutica.

Per approfondimenti: QUOTIDIANOSANITA

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