Il Test di Schirmer: uno strumento chiave nella diagnosi delle allergie oculari

Articolo del 07 Luglio 2025
Il test di Schirmer è un esame oculistico semplice, rapido e non invasivo utilizzato per misurare la produzione lacrimale. Ben noto per la sua utilità nella diagnosi dell’occhio secco, il test è anche particolarmente efficace nel rilevare alterazioni lacrimali legate a patologie allergiche. In presenza di congiuntiviti allergiche, infatti, la quantità e la qualità delle lacrime possono subire variazioni significative, rendendo il test di Schirmer un valido strumento di supporto diagnostico.
Allergie oculari: un disturbo sempre più diffuso
Le allergie oculari, come la congiuntivite allergica stagionale o perenne, colpiscono milioni di persone e sono spesso sottovalutate. I sintomi tipici includono:
- Prurito e bruciore
- Lacrimazione eccessiva o, paradossalmente, insufficiente
- Arrossamento
- Sensazione di corpo estraneo
- Fotofobia
In queste condizioni, la produzione lacrimale può risultare alterata: in alcune forme si osserva una lacrimazione eccessiva riflessa, in altre una compromissione della componente basale delle lacrime, specie nei casi cronici o associati a patologie infiammatorie più gravi.
Il ruolo del Test di Schirmer nella diagnosi delle allergie oculari
Il test di Schirmer si rivela particolarmente utile nei pazienti con sospetta allergia oculare perché:
- Rileva anomalie nella secrezione lacrimale, che possono essere causate o aggravate dalla risposta infiammatoria allergica.
- Permette di distinguere tra lacrimazione riflessa (tipica della fase acuta allergica) e deficit lacrimale cronico, che può insorgere in soggetti allergici di lunga data o con fenomeni infiammatori persistenti.
- È complementare ad altri test allergologici e consente una valutazione funzionale “sul campo”, direttamente sull’occhio sintomatico.
Come Si Svolge?
Si applica una striscia di carta bibula nel fornice congiuntivale inferiore, senza anestesia (per valutare la secrezione totale); il paziente tiene gli occhi chiusi per 5 minuti; si misura la lunghezza della parte bagnata (in mm).
In caso di allergie, i risultati possono essere aumentati, per effetto di una lacrimazione riflessa eccessiva, o ridotti, nelle fasi croniche o in presenza di danni alla ghiandola lacrimale.
Perché usarlo in ambito allergologico?
Il test di Schirmer è:
- Economico e di facile esecuzione
- Ripetibile per monitorare l’andamento della malattia o la risposta alla terapia
- Utile per personalizzare il trattamento: nei pazienti con ipersecrezione si può intervenire con antistaminici o stabilizzatori di mastociti, mentre nei casi con iposecrezione si può affiancare l’uso di lacrime artificiali e terapie antinfiammatorie mirate
Conclusione
Sebbene tradizionalmente associato alla diagnosi dell’occhio secco, il test di Schirmer è uno strumento molto efficace anche nella valutazione delle allergie oculari. Permette non solo di confermare la natura lacrimale dei sintomi, ma anche di differenziare tra forme acute e croniche, fornendo indicazioni preziose per una gestione terapeutica più mirata ed efficace.
Per approfondimenti: LESCIENZE