Contro l’alopecia areata negli Usa arriva il primo farmaco per gli adolescenti

Articolo del 30 Luglio 2023

Contro l’alopecia areata grave arriva ritlecitinib, il farmaco per la prima volta disponibile anche per i bambini dai 12 anni in su. La Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha infatti annunciato l’approvazione del farmaco prodotto da Pfizer nei giorni scorsi. Si somministra per via orale, previa prescrizione. È il secondo farmaco approvato dall’Fda contro l’alopecia areata grave, il primo per adolescenti (12+) con questa patologia. E in Europa?

L’alopecia areata

L’alopecia areata è un disturbo che colpisce ambo i sessi, ma con prevalenza maggiore gli uomini, sopratutto in giovane età. Non è chiara quanto sia diffusa, ma le stime parlano di circa 147 milioni di persone al mondo. I sintomi variano da persona a persona, ma nella forma più comune l’alopecia areata si caratterizza per una perdita circoscritta di capelli a macchia di leopardo. Gli stessi capelli in una buona percentuale dei casi – circa il 50% secondo quanto riferiscono dall’American Academy of Dermatology Association – possono crescere di nuovo anche senza trattamenti. E’ un disturbo autoimmune, legato all’attacco dei follicoli del cuoio capelluto da parte del sistema immunitario.

Il nuovo farmaco contro l’alopecia areata

Il farmaco appena approvato dall’Fda è un inibitore delle chinasi JAK3 e TEC, che agisce bloccando le citochine (mediatori dell’infiammazione e del sistema immunitario) e l’azione dei linfociti T, diretta proprio contro i follicoli del cuoio capelluto. Questo farmaco ha superato la fase clinica decisiva, secondo quanto dimostra uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet. Il test è stato condotto in 118 siti diversi dislocati in 18 paesi, su 718 pazienti dai 12 anni in su che mostravano alopecia in forma acuta, ovvero con più del 50% di perdita del cuoio capelluto. Il trattamento prevedeva la somministrazione di una dose giornaliera orale, per 24 settimane. Tre i gruppi di studio, con dosi giornaliere variabili da gruppo a gruppo e la possibilità di un boost iniziale di farmaco per le prime 4 settimane.

I risultati hanno dimostrato che dopo 24 settimane i pazienti che avevano assunto 50 mg al giorno di farmaco (la dosi più elevate testate) presentavano una notevole ricrescita – con percentuali di copertura del cuoio capelluto dell’80% – rispetto a chi aveva ricevuto il placebo . Dal 14 al 31% dei pazienti l’alopecia era ridotta del 30%, rispetto alle condizioni di gravità iniziali. La percentuale di pazienti che hanno risposto positivamente al trattamento, inoltre, aumentava se il trattamento era prolungato alle 48 settimane.

Tra gli effetti collaterali più comuni del farmaco – che può abbassare le difese immunitarie, in virtù del suo meccanismo di azione – si citano cefalea, diarrea, eruzione cutanea, dermatite atopica vertigini ed herpes zoster, diminuzione della conta dei globuli rossi e stomatite. L’utilizzo di questo farmaco, un inibitore delle Janus chinasi, può aumentare il rischio di alcuni tumori e il rischio cardiovascolare, specialmente nei soggetti con età superiore ai 50 anni e già a rischio.

In Europa

Secondo quanto indicato dall’azienda, anche l’EMA ha accettato la richiesta di autorizzazione nel mercato (MAA). La decisione è prevista per il terzo trimestre del 2023.

 

Fonte: Galileo

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