I tre quarti delle microplastiche sono fibre di poliestere derivate dalla produzione tessile a basso costo e dagli scarichi delle lavatrici. Insomma, è sempre colpa nostra.

Che ormai neanche le remote acque artiche – cartina al tornasole della salute del Pianeta – fossero più immuni dall’inquinamento da plastica, era un fatto risaputo. Ora però uno studio più capillare condotto nel Mare Glaciale Artico si spinge a ipotizzare la provenienza di questo genere di rifiuti, mettendo in luce le nostre responsabilità.

Tre quarti delle microplastiche trovate nelle acque artiche sono fibre di poliestere, liberate soprattutto dalla produzione tessile a basso costo e dagli scarichi delle lavatrici domestiche. La ricerca coordinata dalla Ocean Wise Conservation Association di Vancouver (Canada) e supportata sul campo dalle navi di ricerca governative di Fisheries and Oceans Canada è stata pubblicata su Nature Communications.

DI TUTTI I COLORI. Il team ha esaminato campioni di acqua di mare prelevati tra i 3 e gli 8 metri di profondità da 71 località del Mare Glaciale Artico comprese tra Tromsø, città della Norvegia settentrionale, fino al Mare di Beaufort in Nord America. Le microplastiche, cioè le particelle più piccole di 5 millimetri, erano presenti in tutti i campioni eccetto uno, con una concentrazione media di 49 microplastiche per metro cubo, l’equivalente di quelle di solito rilevate in mare aperto nell’Atlantico e nel Pacifico. Le fibre sintetiche costituivano il 92% dell’inquinamento totale da microplastiche nei campioni; nel 73% dei casi, si trattava di fibre di poliestere, e di ogni colore immaginabile, in pratica la gamma completa presente sui nostri vestiti.

La vasta distribuzione delle microplastiche, disseminate su un’area che si estende per 20.000 km, fa pensare che non provengano direttamente dai territori artici, ma che vi siano arrivati con le correnti. Inoltre, le microplastiche sono parse tre volte più diffuse nell’Artico orientale, un particolare che fa pensare siano arrivate dal “lato” dell’Atlantico e non da quello del Pacifico. Gli oceanografi confermano quanto riportato dalle osservazioni: in effetti nel Mare Glaciale Artico entra circa nove volte più acqua dall’Atlantico che dal Pacifico.

DAL NOSTRO BUCATO. La dimensione e la forma delle fibre individuate coincide con quelle delle microplastiche trovate negli scarichi delle lavatrici domestiche. Il sospetto è che siano proprio i vestiti e gli altri prodotti tessili a disperdere questi residui quando vengono lavati, centrifugati o asciugati con l’asciugatrice. Uno studio compiuto nelle case di Canada e Stati Uniti sostiene che dalle lavatrici di ogni famiglia provengano ogni anno oltre 500 milioni di fibre di plastica. Semplici accorgimenti come installare un filtro per microplastiche lungo il tubo di scarico permettono di trattenere fino al 95% delle microplastiche “erose” dagli indumenti sintetici.

 

Fonte: Focus

2021-01-19T17:29:18+00:00
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