Raffreddore e difese naturali: il ruolo decisivo del nostro naso

Articolo del 11 Marzo 2026
Quando un virus entra nel nostro organismo, non è l’unico fattore a determinare se svilupperemo una malattia o quanto saranno intensi i sintomi. Un ruolo fondamentale è svolto dalle difese del nostro corpo, che possono reagire in modo più o meno efficace fin dal primo contatto con l’agente patogeno. In particolare, il naso rappresenta una delle prime e più importanti barriere contro le infezioni respiratorie.
Per comprendere meglio questi meccanismi, alcuni studi recenti hanno utilizzato modelli di tessuto nasale umano coltivato in laboratorio. Questi modelli riproducono il funzionamento della mucosa nasale, il rivestimento interno del naso che costituisce il primo filtro contro virus e batteri presenti nell’aria che respiriamo.
Un modello di “naso in laboratorio”
In laboratorio è stato sviluppato un tessuto simile a quello delle vie nasali partendo da cellule staminali umane. Dopo alcune settimane di crescita in condizioni controllate, queste cellule si sono trasformate in un tessuto complesso simile a quello reale, composto da diversi tipi cellulari presenti normalmente nelle vie respiratorie. Tra questi ci sono le cellule che producono muco e quelle dotate di piccole strutture mobili, simili a ciglia, che aiutano a rimuovere particelle e microrganismi dalle vie aeree.
Questo modello ha permesso di osservare con grande precisione cosa accade quando il tessuto nasale entra in contatto con il rinovirus, uno dei virus più comuni responsabili del raffreddore.
Le cellule nasali come prima linea di difesa
Le cellule della mucosa nasale non si limitano a costituire una barriera passiva, ma partecipano attivamente alla difesa dell’organismo. Quando rilevano la presenza di un virus, attivano una risposta coordinata che coinvolge numerosi meccanismi antivirali.
Uno degli strumenti principali utilizzati dalle cellule è la produzione di interferoni, proteine che hanno la capacità di bloccare la replicazione dei virus e di attivare una difesa anche nelle cellule vicine. In questo modo si crea un ambiente ostile alla diffusione del patogeno.
Se questa risposta avviene in modo rapido ed efficace, il virus può essere contenuto già nelle prime fasi dell’infezione, impedendone la diffusione e limitando la comparsa dei sintomi.
Cosa succede quando la risposta è meno efficace
Quando il virus riesce a replicarsi più velocemente delle difese locali, l’organismo attiva ulteriori meccanismi di risposta. Tra questi vi sono l’aumento della produzione di muco e l’attivazione di processi infiammatori. Queste reazioni hanno lo scopo di eliminare il patogeno, ma sono anche responsabili di molti dei sintomi tipici del raffreddore, come congestione nasale, secrezioni e irritazione delle vie respiratorie.
In alcuni casi, soprattutto nelle persone più vulnerabili o in presenza di patologie respiratorie, l’infezione può estendersi alle vie aeree inferiori e causare disturbi più seri.
Un sistema di difesa locale molto importante
Gli studi condotti su modelli di tessuto nasale suggeriscono che la mucosa del naso possiede un sistema di difesa autonomo molto efficace, capace di reagire anche in assenza delle cellule del sistema immunitario che normalmente intervengono nelle infezioni.
Questo significa che la prima fase dell’incontro tra virus e organismo è spesso decisiva: la rapidità con cui le cellule del naso riescono a riconoscere l’agente patogeno e ad attivare le proprie difese può determinare se l’infezione verrà bloccata sul nascere oppure se riuscirà a diffondersi.
Comprendere meglio questi meccanismi potrebbe aiutare in futuro a sviluppare strategie più efficaci per prevenire o limitare le infezioni respiratorie più comuni, a partire proprio dal raffreddore.
Per approfondimenti: REPUBBLICA
