Il crollo del Ghiacciaio Birch: una catastrofe annunciata

Articolo del 29 Agosto 2025
Nel pomeriggio del 28 maggio 2025, una vasta porzione del Ghiacciaio Birch, situato nella Lötschental nel Canton Vallese (Svizzera), è collassata sotto il peso di milioni di tonnellate di roccia e fango, travolgendo il villaggio alpino di Blatten, che si trovava a 1.540 metri di altitudine. L’evento ha generato un segnale sismico di magnitudo 3,1. Fortunatamente, grazie all’evacuazione preventiva avvenuta il 19 maggio, circa 300 residenti sono riusciti a mettersi in salvo, sebbene una persona risulti ancora dispersa. Il collasso ha cancellato circa l’85–90 % del villaggio, trascinandosi dietro case storiche, strade e ogni traccia della comunità.
Cause e dinamiche geologiche
Il crollo è stato innescato da frane rocciose provenienti dal Kleines Nesthorn, il cui accumulo sul ghiacciaio ha aggravato la pressione sull’icea e indebolito la sua stabilità. Il permafrost in fusione, insieme all’acqua di fusione interna al ghiacciaio, ha ridotto la coesione del substrato roccioso, favorendo frane e cedimenti improvvisi. Il fronte del ghiacciaio aveva mostrato movimenti anomali: si era spostato fino a 10 m al giorno, con accumulo di detriti che ne ostacolavano lo scioglimento superficiale e ne modificavano la dinamica.
Gli studiosi dell’ETH e del WSL ritengono che il crollo sia senza precedenti nelle Alpi svizzere, anche se è ancora in corso l’analisi dei legami tra scenario climatico e instabilità geologica.
Le conseguenze sul territorio e sulla comunità
Il crollo ha ostruito il corso del fiume Lonza, causando la formazione di un lago naturale potenzialmente pericoloso, monitorato continuamente dalle autorità. Il declino dei ghiacciai alpini, quale quello del Rhone—oggi pieno di cavità simili al formaggio svizzero—e del Birch, rappresenta un pericolo non solo per le comunità locali, ma anche per l’approvvigionamento idrico, l’agricoltura e la produzione di energia idroelettrica. A livello globale, l’evento ha acceso i riflettori sulla crescente instabilità dei paesaggi glaciali e sulla necessità di sistemi di monitoraggio e early-warning per le zone montane densamente popolate
Resilienza, interventi e prospettive future
Il sindaco di Blatten e la comunità hanno espresso determinazione a ricostruire, affermando che un nuovo villaggio “sarà completato entro il 2029”, più sicuro e adattato alle nuove condizioni geologiche. Sul piano psicologico, un team di psicologi d’emergenza è intervenuto sul territorio per supportare la popolazione sfollata, offrendo assistenza emotiva e promuovendo percorsi di elaborazione del trauma. Associazioni come Legambiente hanno definito l’evento un campanello d’allarme per tutte le Alpi, auspicando politiche condivise di mitigazione del rischio, governance europea dei ghiacciai, campagne di monitoraggio e informazione, come la Carovana dei Ghiacciai. L’ONU e altre istituzioni internazionali sottolineano l’importanza di prepararsi per scenari simili in regioni fragili come l’Himalaya, rafforzando la cooperazione, la ricerca e i sistemi di sorveglianza glaciali.
Conclusione
Il crollo del Ghiacciaio Birch e la quasi totale cancellazione di Blatten rappresentano una delle più drammatiche manifestazioni degli effetti del cambiamento climatico sulle montagne. Al contempo, la risposta tempestiva e organizzata ha dimostrato che monitoraggio, evacuazione preventiva e resilienza comunitaria possono davvero fare la differenza.
Questa tragedia impone una riflessione urgente sul futuro delle aree alpine e delle comunità montane: un futuro che dovrà confrontarsi con reali e crescenti rivoluzioni geologiche, climatiche e sociali.
Per approfondimenti: LIFEGATE