Nel corso della vita lavorativa può capitare di essere stati iscritti a più gestioni o enti previdenziali: cosa succede alla pensione in questi casi? In realtà, gli iscritti non devono avere particolari timori di “perdere contributi utili” perché vengono in soccorso ricongiunzione, totalizzazione e cumulo gratuito. Tre diverse strade che consentono, con caratteristiche e modalità differenti (a cominciare dall’aspetto dei costi), di “riunire” la propria contribuzione mista e garantirsi così l’accesso alla prestazione pensionistica.

Eccone, quindi, nel dettaglio tutte le particolarità.

La ricongiunzione

Si tratta dell’istituto che consente a chi ha posizioni assicurative aperte in gestioni previdenziali diverse (Casse dei liberi professionisti compresi e con la sola eccezione della Gestione Separata INPS) di trasferire tutti i contributi maturati all’interno di un’unica gestione, così da ottenere un’unica pensione. Una volta unificati, i periodi ricongiunti sono utilizzati come se fossero stati dal principio versati a quel fondo e danno quindi diritto alla pensione sulla base dei requisiti previsti da quella specifica gestione.

Avviene su domanda diretta dell’interessato, che deve in particolare rivolgersi all’ente di previdenza presso cui desidera ricongiungere i contributi (e che, in seguito, gli corrisponderà quindi l’assegno pensionistico) e può essere sia onerosa sia gratuita, a seconda di variabili come entità, “tipologia” e collocazione temporale dei contributi da trasferire da una gestione all’altra.

La totalizzazione

Si tratta dell’istituto che consente a lavoratori iscritti a diverse gestioni previdenziali di cumulare tutti i periodi non coincidenti tra loro ai fini della pensione, ai fini del conseguimento della pensione: risultato finale della totalizzazione sarà infatti l’erogazione di un assegno pensionistico che sarà di fatto la somma (“pro-quota”) dei trattamenti conseguiti all’interno di ciascuna gestione. Con un’importante particolarità da mettere in evidenza: se al momento del pensionamento, l’interessato non ha maturato un diritto autonomo alla pensione in nessuna delle gestioni coinvolte, la pensione in regime di totalizzazione viene (ri)determinata interamente con il metodo contributivo.

A differenza della ricongiunzione, la totalizzazione è sempre gratuita e può interessare anche la Gestione Separata. In questo caso, inoltre, la domanda andrà presentata all’ultimo entro di iscrizione del futuro pensionato, il quale provvederà ad avviare la procedura.

Il cumulo gratuito

Esteso anche ai liberi professionisti dalla Legge di Bilancio per il 2017, il cumulo gratuito delle posizioni assicurative consente di cumulare tra loro, per l’appunto senza oneri, contributi maturati presso diverse gestioni previdenziali. A differenza della ricongiunzione, e come per la totalizzazione, in questo caso non c’è però un effettivo trasferimento di contribuzione: i contributi vengono semmai sommati tra loro così da permettere all’aspirante pensionato di sfruttare tutti i periodi maturati per il raggiungimento della pensione, che può diventa quindi accessibile anche laddove nelle singole gestioni non siano stati ancora soddisfatti i requisiti richiesti.

La vera particolarità di questo istituto riguarda quindi la determinazione della misura della pensione. Se, in molti casi, l’unificazione delle diverse posizioni implica per la totalizzazione il (ri)calcolo con il sistema contributivo, nel caso del cumulo l’importo del trattamento unificato viene calcolato, per ciascuna quota, secondo le regole di calcolo previste da ciascun fondo e quindi sulla base delle rispettive retribuzioni/contribuzioni di riferimento.

Ricongiunzione, totalizzazione e cumulo a confronto: quale il sistema più conveniente?

Come spesso accade in ambito previdenziale, rispondere in maniera univoca a domande relative alla convenienza di un certo istituto è pressoché impossibile perché molto dipende dalla posizione anagrafica e assicurativa del richiedente, così come dalle sue disponibilità economiche e dalle sue aspettative finali. Conoscere al meglio (ragione per la quale vi rimandiamo alle nostre schede di approfondimento!) tutte le alternative resta la soluzione migliore per una scelta consapevole e il più possibile adatta alle proprie esigenze.

Attenzione! L’accesso ai diversi istituti prevede in linea generale che il richiedente non sia già titolare di pensione dirette o, più nel dettaglio, che non abbia già utilizzato i contributi che intende “sommare” o “trasferire” per o accedere a una prestazione pensionistica. Non solo, bene inoltre valutare tutte le opzioni prima di formulare la domanda vera e propria: non è ad esempio possibile procedere con la totalizzazione nel caso in cui l’assicurato abbia già richiesto e accettato (vale a dire già pagato l’onere o anche solo una delle rate in cui si è scelto di dilazionare il pagamento) la ricongiunzione dei periodi assicurativi.

 

Fonte: Pensione e Lavoro

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