Terapia genica e sordità congenita: risultati promettenti da uno studio internazionale

Articolo del 04 Giugno 2026

Una recente ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Nature apre nuove prospettive nel trattamento della sordità congenita di origine genetica. I risultati di uno studio clinico internazionale mostrano infatti come una terapia genica sperimentale sia riuscita a migliorare significativamente la capacità uditiva di persone affette da una rara forma di sordità presente fin dalla nascita.

Un passo avanti nella cura della sordità genetica

La sordità congenita rappresenta una condizione che può influire profondamente sullo sviluppo del linguaggio, dell’apprendimento e delle capacità cognitive. Si stima che circa il 60% dei casi sia riconducibile a cause genetiche e, ad oggi, non esistono farmaci approvati in grado di correggere direttamente queste alterazioni.

Lo studio si è concentrato su una particolare mutazione del gene OTOF, responsabile della produzione dell’otoferlina, una proteina essenziale per la trasmissione dei segnali sonori dall’orecchio interno al cervello. Quando questo gene è alterato, il processo di comunicazione tra l’apparato uditivo e il sistema nervoso viene compromesso, causando una grave perdita dell’udito.

Come funziona la terapia

La terapia sperimentale utilizza un vettore virale inattivato per trasportare una copia funzionante del gene OTOF direttamente nell’orecchio interno. Una volta raggiunte le cellule bersaglio della coclea, il gene corretto fornisce le istruzioni necessarie per produrre l’otoferlina e ripristinare la trasmissione dei segnali acustici.

L’intervento non modifica il DNA del paziente, ma consente alle cellule di svolgere nuovamente la loro funzione biologica, favorendo il recupero dell’udito.

I risultati dello studio

La sperimentazione ha coinvolto 42 persone con sordità bilaterale profonda, di età compresa tra nove mesi e 32 anni. I risultati hanno evidenziato un miglioramento significativo della capacità uditiva nel 90% dei partecipanti.

In alcuni casi, i primi benefici sono stati osservati già dopo due settimane dal trattamento. I progressi più rilevanti si sono manifestati nelle prime sei settimane, raggiungendo il massimo effetto intorno al sesto mese. Dopo due anni e mezzo di monitoraggio, circa la metà dei pazienti ha recuperato livelli uditivi considerati nella norma.

Particolarmente incoraggianti sono stati i risultati nei bambini e negli adolescenti, che hanno mostrato non solo una maggiore percezione dei suoni, ma anche un progressivo sviluppo delle capacità linguistiche e comunicative.

Una svolta per la medicina rigenerativa

L’importanza di questo studio va oltre il trattamento della specifica mutazione genetica coinvolta. La ricerca dimostra infatti che la terapia genica può essere applicata con successo anche a strutture estremamente complesse come l’orecchio interno, un obiettivo che fino a pochi anni fa era considerato molto difficile da raggiungere.

Pur essendo necessari ulteriori studi per verificare l’efficacia della tecnologia su altre forme di sordità genetica, i risultati ottenuti rappresentano una prova concreta del potenziale della medicina genetica nel trattamento delle patologie dell’udito.

Le prospettive future

La possibilità di correggere direttamente le cause genetiche della sordità potrebbe cambiare radicalmente l’approccio terapeutico nei prossimi anni, offrendo nuove opportunità soprattutto ai bambini nati con deficit uditivi ereditari.

La ricerca è ancora in fase di sviluppo, ma i dati raccolti finora indicano una direzione promettente non solo per le forme congenite di sordità, ma anche per altre condizioni legate alla perdita progressiva dell’udito. Un risultato che conferma il ruolo sempre più centrale della terapia genica nella medicina del futuro.

Per approfondimenti: ILFATTOQUOTIDIANO

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