Con l’approvazione di entrectinib è in atto un vero e proprio cambio di paradigma nell’oncologia italiana. Il trattamento, infatti, colpisce un’alterazione genetica comune a molti tipi di cancro, indipendentemente da dove si trova la massa tumorale.

Si chiamano terapie agnostiche e sono pensate per colpire una precisa mutazione genetica e non il tumore vero e proprio. Si tratta di un cambio di paradigma importante all’interno della medicina di precisione, finora legata a un modello istologico legato alla sede della massa tumorale. L’Aifa ha recentemente approvato entrectinib (Roche), una molecola che inibisce la proteina prodotta da un’alterazione genica specifica (Ntrk).

“La recente approvazione fornisce un’opzione terapeutica efficace ai pazienti oncologici con una rarissima mutazione genetica e rappresenta una sfida per il Servizio sanitario pubblico, che è chiamato ad adeguarsi alle nuove esigenze che la scienza ci pone di fronte – ha affermato Pierfranco Conte, direttore di Oncologia medica 2 all’Istituto oncologico Veneto Irccs – Questa alterazione genetica è presente nello 0,3% di tutti i tumori solidi: bisogna capire come riuscire a individuare le persone che potrebbero beneficiare di questo trattamento”. La diagnostica necessaria per farlo, infatti, è piuttosto sofisticata e costosa. “È impensabile testare tutti i pazienti per cercare i 3 su mille che hanno questa tipo di alterazione – ha continuato Conte – Per questo è essenziale organizzare reti oncologiche efficaci con gruppi multidisciplinari che sappiano selezionare i pazienti cui proporre il test, che andranno poi indirizzati a Molecular Tumor Board”.

E questo è fondamentale anche per i pazienti: “Oggi grazie alle terapie innovative i pazienti hanno più vita e di migliore qualità. Un elemento che potrebbe incrementare ulteriormente la qualità di vita dei pazienti potrebbe essere la mappatura genetica – ha osservato Nicoletta Cerana, presidente dell’Associazione Contro il tumore ovarico (Acto): poter far sì che ogni paziente potenzialmente eleggibile per una terapia agnostica possa disporre di una mappatura genomica completa sarebbe importante non solo per la cura, ma anche per la prevenzione dei familiari”.

Entrectinib è un farmaco messo a punto da Roche grazie alla ricerca italiana condotta prima al Nerviano Cancer Center e poi al Niguarda e all’Istituto nazionale dei tumori di Milano. “Si tratta di una molecola che cambia il paradigma diagnostico e terapeutico perché permette una gestione innovativa del tumore, all’interno dell’oncologia di precisione – ha affermato Maurizio de Cicco, amministratore delegato di Roche Italia – Aifa è stata tra i primi enti regolatori in Europa a pensare a un modello diverso per la diagnosi e ha definito un percorso nuovo per quanto riguarda la metodologia di prescrizione che aiuterà i pazienti a essere trattati in modo migliore grazie a team multidisciplinari”.

 

Fonte: QuotidianoSanità.it

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