Impossibile ignorarlo: il coronavirus monopolizza da giorni le nostre conversazioni. E per molti pazienti che seguono terapie immunosoppressive – comuni anche tra le persone che soffrono di psoriasi o di artrite psoriasica – l’arrivo del nuovo virus può aver suscitato ansie e preoccupazioni. Reazioni comprensibili, anche perché in generale un sistema immunitario potenzialmente indebolito dai trattamenti può rendere la persona più suscettibile a virus e altri patogeni. Ma, fortunatamente, molte di queste paure sono infondate e il rischio di Covid-19 va gestito attenendosi alle indicazioni mediche e alle regole delle autorità sanitarie. Vediamo meglio come e perché

Gli immunosoppressori

Le terapie per la psoriasi disponibili sono ormai numerose e variegate. Molti farmaci colpiscono specifici percorsi biologici alla base dell’infiammazione e agiscono inibendo il sistema immunitario iperattivo: per questo rientrano nella categoria degli immunomodulanti o immunosoppressori. Fra questi, vi sono il metotressato, la ciclosporina e in anni recenti sono arrivati nuovi farmaci biologici, che hanno rivoluzionato il mondo della cura per molti pazienti. Non bisogna però farsi ingannare dalle parole: i farmaci sono studiati per inibire specificamente le risposte autoimmuni (una delle cause di patologie come psoriasi e artrite psoriasica). E il loro effetto sul sistema immunitario è altrimenti estremamente ridotto. La situazione di un paziente in terapia, insomma, non necessariamente è compromessa.

Perché non farsi prendere dal panico

In primo luogo è bene mantenere la calma e non cedere alla psicosi da coronavirus. “In assoluto è scorretto affermare che comunque i pazienti psoriasici in terapia con immunomodulanti o immunosoppressori abbiano un rischio maggiore di essere colpiti dal nuovo coronavirus”, ha spiegato Ketty Peris, Direttrice dell’Unità complessa di Dermatologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli – Università Cattolica del Sacro Cuore. “La maggiore suscettibilità a virus e altri patogeni dipende dalle condizioni del paziente. Ad esempio si prendono in considerazione parametri ematochimici, età, presenza di altre patologie”. Dunque non bisogna allarmarsi, ma procedere seguendo le indicazioni degli esperti. La più alta vulnerabilità alle infezioni viene presa in considerazione dallo specialista quando prescrive una terapia immunosoppressiva. In questo senso l’arrivo del coronavirus non cambia nulla.

Immunosoppressori, cosa non fare

La Sidemast (Società italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse) ha divulgato un vademecum sul coronavirus per tutte le persone che soffrono di malattie dermatologiche – e non solo. In particolare nel vademecum specifico per chi ha la psoriasi e/o artrite psoriasica la raccomandazione numero 1 è che i pazienti in terapia con immunosoppressori “NON devono sospendere di propria iniziativa la terapia”. Nelle malattie infiammatorie croniche fra cui la psoriasi, infatti, la fase acuta della malattia predispone al rischio di infezioni più delle terapie. Una ragione, questa, per cui non interromperle rischiando una ricaduta, sempre salvo casi specifici che devono essere valutati dallo specialista.

Coronavirus, parlarne col dermatologo

La seconda raccomandazione riporta che “in caso di dubbi e perplessità riguardo alla prosecuzione della terapia o altri atteggiamenti da tenere è fondamentale che si rivolgano al dermatologo della struttura di riferimento”. L’unica regola essenziale, ha commentato Peris, è che qualora si abbia un qualsiasi dubbio bisogna parlarne con il proprio dermatologo. Come anche deve avvenire nel caso di sintomi influenzali oppure se c’è stato un contatto con persone risultate positive al nuovo coronavirus o che sono in fase di accertamento dell’infezione. Ma in questo caso, come si legge nel vademecum, se ne può parlare anche con un medico di medicina generale,

Coronavirus e psoriasi, le altre raccomandazioni

Inoltre, Sidemast raccomanda di non presentarsi allo studio medico per la visita dermatologica se si ha febbre, tosse, raffreddore e sintomi simil-influenzali. In ogni caso, anche in assenza di sintomi, se la visita non è urgente ma è un controllo che può essere rimandato è meglio posticiparlo.

Fra le altre misure, quelle indicate da sempre, e in particolare in questo periodo, dall’Oms e dalle autorità sanitarie, come sottolinea l’esperta. “Lavarsi frequentemente le mani per almeno 20 secondi con acqua e sapone o soluzioni a base di alcol”, rimarca Peris, “e evitare luoghi sovraffollati. Per il resto è bene non farsi prendere dal panico e dalla psicosi e vivere normalmente, fermo restando che per qualsiasi dubbio c’è il medico”.

Psoriasi e influenza

Siamo in allerta – a volte in maniera eccessiva – per il coronavirus. Ma non bisogna dimenticare che siamo nel pieno della stagione influenzale e che l’influenza. Che, soprattutto per i pazienti anziani o con patologie croniche o ancora in terapia con farmaci immunosoppressori, può rappresentare un problema anche importante.

Sì alla vaccinazione antinfluenzale

“Per le persone con psoriasi o artrite psoriasica e in terapia con immunomodulanti o immunosoppressori vige l’indicazione di vaccinarsi contro l’influenza”, chiarisce Peris. Le raccomandazioni del Ministero della Salute sono chiare. “La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata in tutti i pazienti in trattamento con farmaci immunosoppressori”, si legge. “Compresi quindi i pazienti affetti da psoriasi che seguono queste terapie”. Insomma, se da un lato è bene mettere in atto tutte le misure dovute contro il coronavirus dall’altro non bisogna perdere di vista i rischi dell’influenza.

 

Fonte: Galileo

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