Reflusso gastroesofageo: consigli utili per prevenirlo e gestirlo

Articolo del 06 Maggio 2026

Bruciore dietro lo sterno, acidità e rigurgito: il reflusso gastroesofageo è un disturbo molto comune che può incidere sulla qualità della vita. Nella maggior parte dei casi, però, piccoli cambiamenti nello stile di vita e nell’alimentazione possono aiutare a ridurre i sintomi e migliorare il benessere quotidiano.

Che cos’è il reflusso gastroesofageo

Il reflusso si verifica quando i succhi gastrici risalgono dallo stomaco verso l’esofago, provocando irritazione e bruciore. Questo accade perché la valvola che separa stomaco ed esofago non riesce a chiudersi correttamente.

I sintomi più frequenti sono:

  • bruciore di stomaco;
  • rigurgito acido;
  • sensazione di acidità dopo i pasti;
  • fastidio alla gola o alla bocca.

Secondo gli esperti, episodi sporadici interessano una parte significativa della popolazione, ma solo una quota più ridotta necessita di una terapia continuativa.

Le abitudini che possono fare la differenza

Uno dei primi aspetti da considerare è lo stile di vita. Alcuni comportamenti quotidiani possono infatti favorire o ridurre il reflusso.

Tra le indicazioni più utili: mantenere il peso sotto controllo, soprattutto per limitare il grasso addominale, evitare pasti troppo abbondanti, mangiare lentamente, non sdraiarsi subito dopo aver mangiato, limitare l’attività fisica intensa immediatamente dopo i pasti, dormire preferibilmente sul lato sinistro, posizione che può ridurre gli episodi di reflusso.

Alimenti da limitare

Alcuni cibi possono aumentare la produzione di acido gastrico o rallentare la digestione, peggiorando i sintomi.

Tra gli alimenti più spesso associati al reflusso ci sono:

  • cibi fritti e molto grassi;
  • alcolici;
  • piatti molto elaborati o a lunga cottura;
  • cioccolato;
  • menta;
  • cipolle;
  • bevande gassate;
  • caffeina;
  • alimenti molto speziati;
  • agrumi, aceto e salse a base di pomodoro.

I cibi “amici” dello stomaco

Una dieta equilibrata può aiutare a controllare il disturbo. In genere sono meglio tollerati le carni magre, il pesce, le verdure, la frutta non acida, la frutta secca, gli alimenti ricchi di grassi “buoni”, come quelli mono e polinsaturi.

Quando è importante rivolgersi al medico

Il reflusso occasionale non deve creare particolare allarme, ma alcuni segnali richiedono attenzione specialistica, soprattutto dopo i 50 anni o quando i sintomi diventano frequenti.

È consigliabile consultare il medico in presenza di:

  • difficoltà a deglutire;
  • perdita di peso non spiegata;
  • anemia;
  • dolore toracico persistente;
  • sintomi che non migliorano con le cure.

In alcuni casi può essere indicata una gastroscopia o ulteriori accertamenti diagnostici.

Farmaci gastroprotettori: quando servono

Quando il reflusso è frequente o persistente, il medico può prescrivere farmaci gastroprotettori, che riducono la produzione di acido nello stomaco.

Le terapie vengono personalizzate in base alla frequenza e all’intensità dei sintomi: alcune persone necessitano di trattamenti continuativi, altre soltanto in periodi specifici o in occasioni particolari.

Gli specialisti sottolineano che, se utilizzati correttamente e sotto controllo medico, i benefici di questi farmaci superano generalmente i possibili rischi.

L’importanza della prevenzione

Nella maggior parte dei casi, il reflusso gastroesofageo può essere gestito efficacemente con attenzione all’alimentazione, al peso corporeo e alle abitudini quotidiane. Intervenire precocemente permette non solo di alleviare i sintomi, ma anche di prevenire complicazioni e migliorare la qualità della vita.

Per approfondimenti: CORRIERE

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