Robert Dingwall: “Perché in Uk aboliamo Green pass e restrizioni”

Articolo del 22 Gennaio 2022

La Gran Bretagna pensa di abolire, a partire dal 26 gennaio, il Green pass introdotto prima di Natale, così come gran parte delle restrizioni. Anche la Danimarca, nonostante i contagi e ricoveri da record, ha deciso ieri di riaprire musei, teatri, cinema e impianti sportivi. La via l’ha tracciata la Spagna: il passaggio a una gestione e sorveglianza del Covid come “malattia endemica”. Per orientarci abbiamo intervistato Robert Dingwall, già membro della Commissione governativa inglese per le vaccinazioni e le immunizzazioni (Jcvi) e tra i maggiori esperti di sociologia medica e politiche sanitarie.

Professor Dingwall, la Gran Bretagna cambia strategia?

Il piano è quello di rimuovere tutte le restrizioni, compresi i pass vaccinali, salvo due eccezioni. Potrebbe comunque rimanere il tampone negativo per alcuni casi particolari, così come l’uso delle mascherine: una raccomandazione, non obbligo. Inoltre, è in corso un dibattito sull’obbligo vaccinale imposto agli operatori sanitari. Il National Health Service è preoccupato dell’impatto sul personale.

Omicron sembra significativamente meno letale. L’Europa potrebbe trovarsi a seguire la via inglese?

La diffusione di Omicron in Europa, visti i numeri, si tradurrà, per la maggior parte dei cittadini, con un alto grado di immunità naturale contro la malattia grave attraverso le cellule T che costituiscono la nostra memoria immunitaria. Queste cellule si attivano più lentamente, quindi la gente non smetterà di ammalarsi, ma lavorano molto più a lungo degli anticorpi: la protezione calante dei vaccini non dovrebbe costituire più un problema.

Siamo quindi entrati in una fase di endemia?

Il Covid sarà paragonabile per gravità all’influenza: in pochissimi avranno bisogno di cure ospedaliere, a meno che non siano soggetti a rischio. I Paesi europei probabilmente si muoveranno a velocità diverse, a seconda del livello di paura e di ansia delle popolazioni, dei rischi considerati tollerabili e dell’impatto economico. I Paesi ad alta vocazione turistica penso si muoveranno più rapidamente. Potrei viaggiare in Italia, per esempio, ma sceglierei di farlo se le mie vacanze fossero condizionate dalle attuali restrizioni?

Cyrille Cohen ha detto che in Israele “l’onda di Omicron finirà solo dopo che le masse saranno state infettate”.

Con Omicron è più importante che mai distinguere tra infezione e malattia. Dovremmo aspettarci che la maggior parte di noi verrà infettato, ma questo non si tradurrà in grandi ondate di ricoveri e morti. Semmai, in molte assenze dal lavoro a causa di tamponi positivi per soggetti asintomatici o paucisintomatici. Trattare il Covid come qualsiasi altra malattia respiratoria minore sarà inevitabile. I test di massa sono costosi e inutili.

L’Italia ha introdotto l’obbligo vaccinale per gli over 50. Cosa ne pensa?

È difficile ora vedere effetti della vaccinazione obbligatoria, tolto il conflitto sociale. La mancata adesione alla campagna vaccinale ha molte cause non risolte dall’obbligo. E dato che i vaccinati sono protetti contro la malattia grave ma sono ancora in grado di trasmettere il virus, il problema resta. Sarebbe meglio cercare di raggiungere quei gruppi sociali con una bassa adesione perché socialmente esclusi. Quanto sono bravi i servizi sanitari italiani a coinvolgere rom e migranti, per esempio?

È la strada giusta pensare all’obbligo, quando circa il 90% della popolazione si è vaccinata in Italia?

Ho il sospetto che si tratti molto più di un nuovo modo per stigmatizzare o opprimere certe minoranze. Non so se ci siano dati sugli anticorpi sviluppati dalla popolazione italiana paragonabili a quelli del Regno Unito, ma sarei sorpreso se il quadro – nonostante le strategie diametralmente opposte – fosse molto diverso…

Perché avete deciso di abbandonare il Green pass?

I pass vaccinali non trasmettono alcuna informazione utile. Il vaccino riguarda principalmente la protezione personale più che quella della comunità. Un night club pieno di vaccinati può ancora essere un luogo di diffusione del virus.

Cosa si aspetta nei prossimi mesi?

Le restrizioni diventeranno sempre meno tollerate, anche se in percentuali diverse a seconda dei Paesi. È interessante guardare al caso olandese, dove il lockdown sembra aver ottenuto poco o nulla in termini di contenimento dei contagi da Omicron. È una vergogna che, dopo quasi due anni, non abbiamo ancora indicazioni precise su quali interventi facciano la differenza.

 

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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