Sclerosi multipla in età pediatrica: confermato il legame con la “malattia del bacio”

Articolo del 26 Gennaio 2026
Un recente studio ha confermato una correlazione significativa tra l’infezione da virus di Epstein-Barr (EBV), responsabile della mononucleosi infettiva, e l’insorgenza della sclerosi multipla anche nei bambini e negli adolescenti. I risultati rafforzano l’ipotesi che il virus giochi un ruolo diretto nello sviluppo della malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale, aprendo nuove prospettive per la prevenzione e la cura.
La sclerosi multipla è una patologia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca erroneamente la mielina, la guaina protettiva delle fibre nervose. Sebbene la malattia colpisca prevalentemente gli adulti, circa il 10% dei casi riguarda soggetti in età pediatrica. Le cause non sono ancora del tutto chiarite, ma l’interazione tra predisposizione genetica e fattori ambientali, comprese le infezioni virali, è considerata sempre più rilevante.
Negli adulti il legame tra EBV e sclerosi multipla è ormai ampiamente documentato. Fino a poco tempo fa, tuttavia, questa associazione appariva meno evidente nei casi con esordio prima dei 18 anni. La nuova ricerca ha contribuito a colmare questo vuoto di conoscenza.
Lo studio, della durata di due anni, ha coinvolto oltre 200 bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni, includendo un gruppo di pazienti con diagnosi di sclerosi multipla e diversi gruppi di controllo. Attraverso analisi di laboratorio su campioni di sangue, i ricercatori hanno rilevato la presenza di anticorpi specifici contro l’EBV. Tutti i giovani pazienti affetti da sclerosi multipla risultavano positivi all’infezione, spesso contratta in forma asintomatica.
Per valutare la specificità del dato, i risultati sono stati confrontati con quelli di bambini affetti da altre patologie autoimmuni non neurologiche e con soggetti considerati immunologicamente sani. In questi gruppi di controllo, la percentuale di positività al virus era nettamente inferiore. La differenza, statisticamente significativa, ha rafforzato l’ipotesi di un nesso diretto e specifico tra EBV e sclerosi multipla in età pediatrica.
Secondo gli autori dello studio, l’infezione da virus di Epstein-Barr rappresenta un fattore di rischio fondamentale anche nei bambini e negli adolescenti, al pari di quanto già osservato negli adulti. La comprensione dei meccanismi alla base della malattia è considerata essenziale per sviluppare terapie sempre più mirate e strategie di prevenzione efficaci.
In questa prospettiva, emerge l’interesse verso la possibilità futura di una vaccinazione contro il virus responsabile della mononucleosi, che potrebbe contribuire a ridurre l’incidenza della sclerosi multipla nelle fasce di età più giovani.
La gestione della sclerosi multipla pediatrica richiede percorsi diagnostici e terapeutici dedicati. L’esordio della malattia è raro prima dei 10 anni, ma diventa più frequente nell’adolescenza, con caratteristiche cliniche peculiari che rendono necessari protocolli specifici e un follow-up a lungo termine, spesso fino all’età adulta. In Italia, alcuni centri specializzati seguono numerosi giovani pazienti, rappresentando un punto di riferimento per la cura e la ricerca su questa complessa patologia.
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