Il cuore può rigenerarsi dopo un infarto? Nuove prospettive dalla ricerca

Articolo del 21 Gennaio 2026

Per molto tempo si è ritenuto che il cuore umano adulto non fosse in grado di ripararsi da solo dopo un danno grave, come un infarto. A differenza di altri tessuti del corpo, il muscolo cardiaco perde cellule che non riesce a sostituire, con conseguenze spesso permanenti sulla funzione del cuore.

Nuove ricerche, però, stanno mettendo in discussione questa convinzione. Studi recenti indicano che anche il cuore adulto potrebbe conservare una capacità “latente” di rigenerazione, che può essere riattivata intervenendo su specifici meccanismi biologici.

Al centro di queste scoperte c’è un gene coinvolto nella divisione cellulare, normalmente attivo durante la vita fetale e nei primissimi periodi dopo la nascita. Con la crescita, questo gene viene silenziato e le cellule del muscolo cardiaco smettono di dividersi. Riattivarlo, in modo controllato, potrebbe consentire la formazione di nuove cellule cardiache funzionanti e favorire la riparazione del tessuto danneggiato.

Come funziona il nuovo approccio

Gli studi sperimentali hanno dimostrato che è possibile “riaccendere” questo meccanismo naturale utilizzando una terapia genica mirata. Attraverso un vettore biologico compatibile con l’organismo umano, il gene viene trasportato direttamente nelle cellule del muscolo cardiaco, stimolandole temporaneamente a riprendere la divisione.

I test condotti su cellule cardiache adulte hanno mostrato risultati incoraggianti: le cellule sono state in grado di dividersi senza perdere la loro struttura, la capacità di contrazione e le normali funzioni fisiologiche. Le nuove cellule generate si sono dimostrate pienamente funzionanti, senza segni di crescita anomala o ispessimento patologico del tessuto cardiaco.

Un aspetto particolarmente rilevante è che questo processo sembra “riportare indietro nel tempo” le cellule cardiache solo per il periodo necessario alla rigenerazione, senza renderle immature o instabili. In pratica, il cuore viene aiutato a ripararsi utilizzando un percorso biologico già previsto dalla natura.

Perché è una scoperta importante

Le malattie cardiovascolari restano una delle principali cause di morte e disabilità. Ogni anno, migliaia di persone subiscono un infarto con conseguenze che richiedono terapie croniche, dispositivi meccanici o, nei casi più gravi, il trapianto di cuore.

La possibilità di stimolare il cuore a rigenerarsi autonomamente rappresenterebbe un cambio di paradigma: non più solo gestione dei sintomi e rallentamento della malattia, ma una vera riparazione del danno subito dal tessuto cardiaco. In prospettiva, questo potrebbe ridurre la necessità di interventi invasivi e migliorare significativamente la qualità e l’aspettativa di vita dei pazienti.

Prospettive future

Sebbene i risultati siano promettenti, questa strategia è ancora in fase di sviluppo e dovrà essere valutata attraverso studi clinici sull’uomo per verificarne sicurezza ed efficacia. Se confermata, potrebbe aprire la strada a nuove terapie rigenerative per chi ha subito un infarto o soffre di insufficienza cardiaca.

La ricerca in questo ambito segna un passo importante verso una medicina sempre più orientata non solo a curare, ma a rigenerare e ripristinare le funzioni compromesse, offrendo nuove speranze ai pazienti cardiovascolari.

Per approfondimenti: ILFATTOQUOTIDIANO

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