Con l’arrivo dei primi freddi è il momento di pensare alla tua immunità, per affrontare al meglio l’inverno e la sua corte di germi e virus.

L’immunità è un patrimonio comune a tutti noi esseri umani ma, a seconda delle particolarità di ogni singolo individuo, la suo soglia cambia in modo significativo.
Vediamo i casi più comuni in cui, per motivi propri alla fisiologia, l’immunità è debole (o indebolita), al fine di potenziare le difese immunitarie in modo mirato e concreto.

Innanzi tutto, non dobbiamo temere l’esperienza virale: l’importante è esservi preparati.
Infatti, purtroppo, è impossibile fermare la circolazione di un virus (ma è possibile rallentarla) e, ognuno di noi, ha il potere di agire attraverso la prevenzione.
E, la prevenzione, inizia con la consapevolezza dell’efficacia del proprio immunitario.

Vi sono alcuni indizi che possono avvisare di un sistema immunitario indebolito: se soffri di stanchezza cronica e di infezioni ripetute, se hai spesso problemi digestivi o se sei in sovrappeso, la tua immunità non è certamente nella forma migliore.

Uno dei primi segnali d’allarme a cui prestare attenzione è la sindrome da esaurimento: disturbi del sonno, stress, superlavoro, palpitazioni, tensione nervosa… e, spesso, non siamo neppure del tutto consapevoli del livello del disagio che stiamo vivendo.
Questi disturbi portano a una deregolazione congiunta di melatonina e cortisolo, che pompa molto nelle riserve immunitarie e può aprire la porta alle infezioni.

Come promemoria, le barriere del sistema immunitario attive contro i virus invernali sono costituite dalla mucosa nasale, orale, polmonare e soprattutto intestinale (dal 60 al 70% delle difese).
L’intestino svolge il ruolo di coordinatore centrale tra i microbioti delle mucose: tutti i microbioti sono correlati con il microbiota digestivo.
Se quest’ultimo non è sano, questo avrà ripercussioni sugli altri.

È di fondamentale importanza avere un microbiota digestivo sano, perché è il microbiota che educa il sistema immunitario locale e il sistema generale.

TEST: QUANTO È ALTA LA TUA IMMUNITÀ?

Il nostro organismo è in grado di avvisarci quando il nostro sistema immunitario si sta indebolendo ma, per poter reagire, dobbiamo sapere a che cosa prestare attenzione.

Ecco alcuni segnali di allarme che potrebbero indicare un calo dell’immunità.

  • Il tuo sonno non è né buono né ristoratore: al mattino, spesso, ti svegli sentendoti stanco.
  • Hai frequentemente problemi digestivi (feci allentate, diarrea), anche cronici.
  • Subisci infezioni ripetute: della sfera ORL, gastroenteriti, cistiti, candidosi…
    Averne una o due in inverno è normale, ma devi essere vigile se sono più frequenti.
  • Ti sente rapidamente a corto di fiato: percepisci una capacità respiratoria limitata.
  • Ti senti stressato con una sensazione di grande stanchezza, morale o fisica. Attenzione alla sindrome da esaurimento (puoi valutare la tua situazione utilizzando il questionario Freudenberger, lo psicoanalista che ha concettualizzato la nozione di burn out nel 1972).

Se rilevi diversi di questi segnali, la tua immunità è compromessa ed è opportuno che tu agisca in fretta per aumentare le tue difese, anche con l’aiuto di professionisti della salute.

Se questa regola immunitaria è valida per tutti, è necessario prendere in considerazione le patologie che rendono alcuni individui molto più fragili di altri. È il caso – ad esempio – dell’obesità, che ha tristemente dimostrato la sua particolare vulnerabilità nel contesto del coronavirus: nel loro tessuto adiposo, infatti, le persone obese esprimono più recettori dell’enzima di conversione ACE2 (su cui si aggancia il virus Sars-CoV-2). Presentano anche un’infiammazione di base cronica e linfociti molto stanchi, che non sono più in grado di difendersi dai virus.
Il rischio di infezione è quindi più grave che nelle persone magre.
Oltre a questo, la loro capacità respiratoria è ridotta, motivo per cui è importante monitorare attentamente il microbiota intestinale e la sfera polmonare, soprattutto se le infezioni aumentano.

Se sei in sovrappeso ma rimani sotto lo stadio di obesità corri meno rischi di complicazioni gravi. Tuttavia, fai attenzione, perché il sovrappeso può portare a disbiosi (con disturbi dismetabolici come il diabete) che colpiscono il microbiota intestinale.

PROFILO 1 – SONO IN SOVRAPPESO

L’obesità (indice di massa corporea superiore a 30) colpisce un italiano su dieci.

Questa malattia rende l’organismo molto fragile e vulnerabile alle infezioni: basti ricordare che il 50% dei pazienti in terapia intensiva durante la pandemia Covid-19 soffriva di obesità.
Anche se le persone in sovrappeso (indice di massa corporea superiore a 25) sono meno esposte a gravi complicazioni legate ai virus, in entrambi i casi la sindrome infiammatoria deve essere ridotta.

A tal fine, i benefici di una dieta di tipo mediterraneo basata su frutta, verdura, fibre, legumi e pesce sono importantissimi, così come privilegiare gli alimenti ricchi di insulina come cipolle, carciofi, aglio, porri, cicoria e indivia, che aumenteranno i livelli di acidi grassi a catena corta sintetizzati dal microbiota, particolarmente benefici per il sistema immunitario.

È importante affidarti ai consigli di un valido nutrizionista e pratica un’attività fisica adatta alla tua situazione.

PROFILO 2 – HO UN PROBLEMA DI DISBIOSI INTESTINALE

La disbiosi si riferisce a uno squilibrio nella microflora intestinale. In altre parole, i batteri buoni del nostro microbiota si riducono a favore di batteri più dannosi.

Questa disbiosi produce un’infiammazione che può portare ad altre patologie: disturbi digestivi cronici, disturbi metabolici (come il diabete o la steatoepatite non alcolica). La disbiosi deve essere tenuta sotto controllo, poiché si tenderà ad aumentare di peso con un rischio di obesità.

Anche in questo caso, la priorità è davvero quella di riequilibrare la dieta.

È stato dimostrato che l’eccesso di zucchero, le proteine animali, gli acidi grassi saturi, i cereali raffinati, il sale, l’alcol e il fruttosio derivato dal mais riducono la diversità del microbiota, che poi indebolisce il sistema immunitario.
È quindi necessario rivegetare la propria dieta e aumentare l’assunzione di vitamine, minerali, micronutrienti e antiossidanti: mangiando più frutta e verdura, avremo un basso indice glicemico e agiremo sia a livello metabolico che sull’infiammazione.

In caso di carenze, è opportuna un’integrazione con zinco, vitamine D e C.

Molto importanti sono anche gli alimenti prebiotici e latto-fermentati, da integrare con ceppi probiotici adattati che sostengano efficacemente il microbiota intestinale.

PROFILO 3 – HO LA PRESSIONE SANGUIGNA LEGGERMENTE ALTA

L’ipertensione è la malattia cardiovascolare più comune.
Gli ipertesi lievi, senza altri disturbi, non presentano particolari rischi, ma coloro che hanno sia l’ipertensione che la sindrome metabolica (diabete, steatosi) devono essere decisamente più vigili.

Se l’ipertensione non è controllata, si possono sviluppare altre malattie e il sistema cardiovascolare può essere indebolito.

Anche in questo caso, il primo approccio è quello di adattare la propria alimentazione, e la dieta Dash (Dietary Approaches to Stop Hypertension) è molto efficace in caso di ipertensione lieve o moderata: riduce la gravità della condizione e la necessità di trattamento.
La dieta si basa su frutta e verdura fresca e secca, semi e semi oleosi, cereali integrali e latticini a basso contenuto di grassi.
Le proteine animali, i grassi malsani e gli zuccheri sono limitati.
Questa dieta è molto favorevole anche per le persone con diabete.

Per quanto riguarda la fitoterapia, alcune piante hanno virtù ipotensive che possono essere combinate con la dieta: in particolare biancospino, aglio e foglie di olivo (anche nel caso di ipertensione legata a stress e ansia).

RAFFORZARE LA BARRIERA NASALE

Attenzione se soffri di problemi ORL (sinusite, rinite, bronchite, allergie, ecc): la tua immunità è un po’ giù e la tua mucosa nasale è probabilmente indebolita.
La barriera nasale è fondamentale nella lotta contro alcuni virus, che sono soprattutto un disturbo nasale che può estendersi – in certe condizioni, alla zona bronchiale o polmonare.

Essendo il naso il principale punto d’ingresso dei virus, è nel nostro interesse preservare la mucosa nasale, che è molto più facile da raggiungere rispetto alla mucosa bronchiale o alveolare.

È qui che dobbiamo concentrarci per la prevenzione.

Il lavaggio regolare della cavità nasale con acqua salata è fortemente raccomandato per aiutare il muco ad evacuare tutto lo sporco e mantenere così una mucosa sana.
Per evitare di irritarla, le cavità devono essere lavate con una soluzione salina detta isotonica: acqua di mare, soluzione salina o spray pronto all’uso. L’importante è irrigare alternativamente la narice sinistra, poi la narice destra, appoggiandosi di lato e soffiando il naso di ogni narice separatamente.
Questo dovrebbe essere fatto mattina e sera.
In caso di naso chiuso, scegli una soluzione ipertonica, ricca di sale, per decongestionare.

Le persone soggette a sinusite o rinite dovrebbero aggiungere oligoelementi o preparati ricchi di rame o zolfo.
La propoli è interessante anche come spray nasale con un dosaggio massimo del 3% e come gargarismo da inghiottire per stimolare maggiormente le mucose.

È opportuno anche effettuare una misurazione del proprio livello di vitamina D: una dose adeguata protegge dalle infezioni ORL.

Non guasta mai un piccolo trattamento a base di piante immunostimolanti come ribes nero, astragalo, succo di sambuco, echinacea.

L’IMMUNITÀ NEGLI ANZIANI

Anche gli anziani sono più vulnerabili nella loro immunità.
Possono soffrire di malattie multiple e di carenze di vitamine, minerali e proteine a causa di una dieta squilibrata.

Prima di tutto dobbiamo assicurarci di non avere carenze di vitamine A, C, D, E e di oligoelementi quali zinco, rame e ferro.

Poi, si può ricorrere alle piante immunostimolanti: in modo particolare l’astragalo è molto adatto, perché questa pianta anti-età agisce favorevolmente per stimolare l’immunità dopo 65 anni.

E, per tutti, la formulazione ideale: Echinacea BIO Défense, immunostimolante e immunomodulante, che permette di regolare la risposta del sistema immunitario affinché agisca in modo appropriato senza esaurirsi.

 

Fonte: Naturelab

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