Il Reishi (o ganoderma) è spesso presentato come il fungo della longevità o il fungo dell’immortalità, apprezzato in Asia da migliaia di anni e tradizionalmente usato per aumentare la vitalità e combattere l’invecchiamento.

Grazie al progresso scientifico, i ricercatori sono stati in grado di identificare i potenti principi attivi naturali del Reishi, che contiene polisaccaridi, peptidoglicani e triterpeni dall’importante attività antiossidante e immunostimolante.

Ganoderma lucidum
Nome comune: Reishi
Altri nomi: Ling Zhi, Ganoderma lucido, Mannentake, Youngzhi
Famiglia delle Ganodermataceae
Origine: Asia
Parti usate: fungo intero
Principali principi attivi: polisaccaridipeptidoglicani e triterpeni
Proprietà associate: proprietà antiossidanti e anti-invecchiamento – attività immunostimolante.

ORIGINE, HABITAT E CULTURA DI REISHI

Reishi è il nome che viene dato in Giappone al ganoderma lucido (Ganoderma lucidum) , dove viene chiamato anche Mannentake; mentre è chiamato Youngzhi in Corea e Ling Zhi in Cina.
Ma, qualunque sia il suo nome, una cosa è certa: questo fungo gode di una reputazione non comune in Asia da oltre 2.000 anni.

È menzionato nella più antica farmacopea cinese di Seng Nong (l’erbario classico pubblicato nel 56 a.C.) in cui è descritto come “la migliore delle piante superiori” (cioè… al di sopra di tutte le altre piante medicinali!) e si ritiene che gli asiatici conoscessero Reishi da secoli, anche millenni, prima di allora.

La medicina tradizionale cinese (MTC), e successivamente la medicina Kempo in Giappone, considerano la polpa di Reishi un prezioso tonico per il Qi (o Chi), l’energia vitale che sostiene tutto il corpo.
Di conseguenza, nella farmacopea tradizionale è considerato avere un effetto adattogeno generale, con il potere di rafforzare l’intero organismo e di aiutarlo a mantenere uno stato ottimale di salute ed equilibrio.

Il Reishi è diventato così una sostanza preziosa nella medicina tradizionale cinese, che gli attribuisce molti benefici: aumenta il vigore e la vitalità, consente di ritrovare salute e giovinezza, stimola l’energia e la memoria, promuove la longevità.

Reishi è un fungo saprofita (organismi che si nutrono di materia organica morta o in decomposizione) delle specie decidue (come la quercia, l’acero, il salice o il castagno) e, come tale, per vivere necessita del relativo substrato legnoso in decomposizione.
Per molto tempo riservato alle ricche famiglie asiatiche e a pochi privilegiati in grado di permettersi il lusso di tale rarità, Reishi era particolarmente apprezzato perché estremamente raro in natura, dato che cresceva solo nelle profonde foreste di montagna.

I cinesi hanno tentato per secoli di coltivare il Reishi, ma è stato solo nei primi anni ’70 che alcuni ricercatori giapponesi ci sono riusciti, rendendolo finalmente accessibile alle masse.

Essendo un saprofita di castagno e quercia, la sua coltivazione necessita la presenza di substrati di legno parzialmente decomposto; e le tecniche di produzione del Ganoderma o Reishi sono due:

  • in bottiglia, per inoculamento delle spore nell’apposita pasta di legno (poco produttiva – funghi di piccole dimensioni);
  • in scatola, per inoculamento delle spore su pezzi di tronco posizionati in contenitori dello stesso materiale (mediamente produttiva – funghi di medie dimensioni).

Oggi il Ganoderma o Reishi è coltivato ampiamente sia in Asia (prevalentemente in Cina e Giappone) che in America, ed esportato in tutto il mondo: si stima che all’inizio degli anni 2010 il consumo globale di questo fungo fosse di diverse centinaia di tonnellate.

ASPETTO, COMPOSIZIONE E DIMENSIONI DEL GANODERMA

Reishi è un fungo facilmente riconoscibile per il suo cappello irregolare, ondulato e semicircolare.
Il cappello può arrivare fino a 30 cm di diametro e il suo colore varia dal giallo-arancione al marrone-rossastro.
Il piede del reishi è marrone, lucido, cilindrico, irregolare e contorto.
Può raggiungere un’altezza di 15-20 centimetri.
Infine, la carne del reishi ha un colore che va dal bianco crema al marrone.
In bocca è sottile e fibroso.

Tradizionalmente, esistono sei diverse varietà di Reishi in base al colore: rosso, viola, blu, giallo, nero o bianco.
Si è capito molto più tardi (nel 1972) che queste differenze di colore sono dovute a specifiche condizioni di crescita e non a variazioni genetiche all’interno della specie.
Gli amanti del Reishi preferiscono il rosso.

Il Reishi è composto da circa il 90% di acqua; il resto contiene proteine, fibre, carboidrati,  grassi e anche vitamine e minerali, come la provitamina D2 (precursore della vitamina D2), potassio, calcio, fosforo, magnesio, selenio, ferro, zinco e rame.

I benefici del reishi sono dovuti alla presenza di vari composti attivi. Tra questi, i principali sono:

  • polisaccaridi come il β-D-glucano;
  • peptidoglicani
  • triterpeni.

LE PROPRIETÀ

  • Azione antiossidante e anti-età
    Per migliaia di anni Reishi è stato raccomandato per ripristinare la salute e promuovere la longevità. Questo è dovuto al suo potere antiossidante. Infatti questo fungo è in grado di combattere lo stress ossidativo, cioè l’accumulo di specie ossidative iperreattive che sono dannose per la sopravvivenza delle cellule. Opponendosi a questo fenomeno, il Reishi aiuta a proteggere l’organismo e a combattere l’invecchiamento.
    Gli vengono così attribuiti effetti anti-invecchiamento, epatoprotettivi, gastroprotettivi e neuroprotettivi.
  • Attività immunostimolante
    Oltre alla sua attività antiossidante, Reishi è in grado di stimolare il sistema immunitario. In altre parole, aiuta a rafforzare le difese dell’organismo contro varie aggressioni.
  • Proprietà antimicrobiche
    La ricerca ha dimostrato che il Reishi è particolarmente efficace nel combattere le infezioni. Questa attività antinfettiva è legata alla sua attività immunostimolante, ma si pensa anche che sia dovuta alle sue proprietà antibatteriche e antivirali.

Molto studiato nell’ambito della prevenzione, Reishi ha mostrato risultati promettenti nella lotta contro il cancro: è stato evidenziato che i suoi componenti attivi abbiano la capacità di aumentare la risposta immunitaria antitumorale.
Questo significa che è in grado di promuovere la distruzione delle cellule tumorali da parte delle cellule immunitarie come le cellule NK (Natural Killers) e i linfociti T citotossici.

Il Reishi è un fungo che ha attirato molto interesse nella comunità scientifica. Negli ultimi anni, gli studi gli hanno attribuito:

  • un’attività antinfiammatoria;
  • un effetto anti-ipertensivo naturale;
  • un’attività ipolipemizzante;
  • un potenziale antidiabetico.

Alcuni ricercatori lo presentano anche come un adattogeno, cioè una sostanza in grado di aumentare la resistenza allo stress, la concentrazione, il rendimento e la resistenza.

LA RICERCA SUL REISHI

Vediamo i risultati delle ricerche che sono state effettuate sull’impiego di Reishi in diverse patologie.

  • Artrite
    Una preparazione contenente Reishi e altre 3 piante tradizionalmente usate nella medicina cinese è stata testata su pazienti che soffrono di artrite reumatoide.
    Circa 30 pazienti hanno preso 4 g di Reishi e 2,4 g della miscela tradizionale al giorno in aggiunta al loro trattamento abituale.
    Dopo 24 settimane, il gruppo trattato ha sperimentato un maggiore sollievo dal dolore rispetto al gruppo di controllo.
    Tuttavia, le misurazioni degli indicatori ematici dell’artrite non hanno mostrato alcuna differenza tra i due gruppi.20.
  • Cancro
    Sempre più studi in vitro o studi su modelli animali tendono a convalidare l’uso anticancro del Reishi promosso dalla Medicina Tradizionale Cinese. Il fungo contiene sostanze (polisaccaridi e triterpeni) capaci di inibire la crescita dei tumori, così come la loro diffusione nell’organismo (metastasi).21
    Questi effetti sono stati osservati in vari tipi di cancro,7,8 compreso il cancro al seno5 e il cancro alla prostata.5,6,22
    Tuttavia, mentre gli studi di laboratorio sembrano sostenere gli effetti del Reishi, le prove cliniche della sua efficacia non sono ancora stabilite. Alcune prove sono state pubblicate da un gruppo di ricercatori neozelandesi. Riguardano un estratto di Reishi commercializzato con il nome di Ganopoly®. Quest’ultimo è stato somministrato a persone che soffrono di stadi avanzati di cancro. I risultati indicano che l’estratto di ganoderma potrebbe aiutare a migliorare la loro qualità di vita. È stato anche riportato che rafforza il loro sistema immunitario, indebolito dai trattamenti di chemioterapia e radioterapia.1-4
    Le conclusioni positive di questi studi devono, tuttavia, essere temperate dal fatto che molti hanno difetti metodologici (assenza di placebo,3,4 natura sconosciuta del cancro3).
  • Protezione cardiovascolare
    Studi clinici preliminari hanno dato risultati che suggeriscono che il reishi può essere benefico per la salute cardiovascolare. Per esempio, in persone affette da malattia coronarica, un trattamento di 12 settimane con un estratto commerciale (Ganopoly®) ha ridotto diversi sintomi della malattia: palpitazioni, dolore al petto, mancanza di respiro.23
    Ha anche ridotto i livelli di colesterolo e la pressione sanguigna diastolica.
    Questo effetto ipotensivo (abbassamento della pressione sanguigna) è stato osservato anche da altri ricercatori in persone con pressione alta.15,16
    Inoltre, negli anni ’90, uno studio clinico condotto su persone sane e persone affette da aterosclerosi ha portato alla conclusione che il Reishi potrebbe inibire l’aggregazione piastrinica in entrambi i casi.17
    Quindici anni dopo, un secondo studio di un altro laboratorio, ha ribaltato questi risultati in persone sane.
    La questione delle proprietà del reishi rimane quindi aperta.18
  • Uso tradizionale per combattere la fatica e rafforzare l’organismo
    I risultati di uno studio in doppio cieco controllato con placebo in Cina con 132 soggetti nevrastenici (fatica cronica) indicano che l’estratto di Reishi era più efficace di un placebo nell’alleviare i sintomi di questa condizione.19
  • Uso tradizionale per potenziare l’immunità
    La medicina tradizionale cinese attribuisce a Reishi la capacità di stimolare l’immunità. Questo è supportato da osservazioni in pazienti immunosoppressi. Altri risultati ottenuti su persone sane indicano che il fungo potrebbe modulare il sistema immunitario, in particolare modificando la proporzione di alcune delle sue cellule.9,10
  • Varie
    In due studi preliminari in Thailandia, il Reishi ha dimostrato di fermare la proteinuria (eccesso di proteine nelle urine) in pazienti diabetici con gravi malattie renali.11,12
    D’altra parte, un preparato contenente estratti di reishi e altre 2 piante (Ashmi®) è stato sviluppato da ricercatori americani a partire da una preparazione tradizionale cinese composta da 14 piante, per trattare l’asma. Gli studi preliminari sugli animali e sugli esseri umani sono stati sufficientemente soddisfacenti da giustificare ulteriori studi clinici.13,14

DOSAGGIO DI REISHI

Non c’è una raccomandazione specifica per il dosaggio e la posologia di Reishi.
È importante sapere che il contenuto di principi attivi può variare da un fungo all’altro e, per evitare questa variabilità, oggi è possibile trovare estratti di reishi standardizzati in triterpeni e polisaccaridi. Ciò significa che questi estratti hanno un contenuto fisso di principi attivi.
A seconda del contenuto, gli estratti possono essere offerti in un dosaggio compreso tra 400 e 1500 mg.

[ATTENZIONE: nella Medicina Tradizionale Cinese si utilizza solo la polpa del fungo (cappello e gambo), ma molti produttori di integratori utilizzano anche il micelio, cioè i filamenti prodotti dalla germinazione delle spore, una parte che costa meno ma che è lontana dall’avere il potere terapeutico della polpa.]

CONTROINDICAZIONI, EFFETTI COLLATERALI ED INTERAZIONI CON REISHI

Il Reishi è un fungo che è stato consumato senza rischi per diversi millenni.
Tuttavia, come misura precauzionale, non ne è consigliata l’assunzione a:

  • bambini, donne in gravidanza o che allattano;
  • pazienti in trattamento anticoagulante;
  • persone che si sottopongono a un intervento chirurgico.

Poiché il Reishi può abbassare la pressione sanguigna, il suo uso è controindicato nelle persone con la pressione bassa.
A causa del suo possibile effetto anticoagulante, reishi non è raccomandato in caso di trombocitopenia, prima e dopo un intervento chirurgico (o il parto).
Va notato, tuttavia, che l’effetto inibitorio del reishi sull’aggregazione piastrinica è controverso.

Fino ad oggi, sono stati riportati solo rari e temporanei effetti collaterali con l’uso del reishi: prurito, epistassi, diarrea e secchezza di bocca, gola e naso.

Per quanto riguarda le interazioni con piante o integratori alimentari, nessuna documentata negli esseri umani.
Gli effetti del reishi potrebbero teoricamente essere additivi a quelli di erbe o integratori che hanno azioni anticoagulanti, antipiastriniche, ipotensive o immunomodulanti.

Per quanto riguarda le interazioni con i farmaci, nessuna documentata negli esseri umani.
Gli effetti del reishi potrebbero teoricamente essere additivi a quelli dei farmaci anticoagulanti, antipiastrinici o ipotensivi.

 

Fonte: Naturelab

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