Reflusso gastrico: e se mancassimo di acidità?

Articolo del 26 Aprile 2023

È vero che il problema del reflusso gastrico è spesso benigno, ma la sua natura ripetitiva può essere un vero e proprio disagio, e perfino un freno alle relazioni sociali.

Una persona su tre passati i 35 anni di età soffre di tanto in tanto dal reflusso acido (di solito dopo aver esagerato con il cibo), mentre per un adulto su dieci il problema si presenta quotidianamente e in modo ricorrente.

Si tratta della cosiddetta malattia da reflusso gastroesofageo o GERD.

Lo stile di vita è una delle cause principali del problema: mangiare velocemente, masticare in modo insufficiente, subire uno stress cronico, indossare abiti troppo stretti, ecc.

Alcuni sintomi sono tipici: sensazione di bruciore (pirosi) o dolori che salgono dietro lo sterno, rigurgito acido.
Altri sono più insidiosi: voce rauca, alito cattivo, mal di gola, problemi dentali o asma che si manifesta di notte.

I sintomi si risvegliano spesso dopo aver mangiato, il che dimostra il ruolo fondamentale dell’alimentazione e rende necessario apportare alcune modifiche alla dieta.

I farmaci più comuni, come l’inibitore della pompa protonica (IPP) omeoprazolo, bloccano i succhi gastrici ed è vero che alleviano il dolore e il fastidio. Ma solo per la durata dell’assunzione, perché non correggono l’origine del problema. Inoltre, assunti a lungo termine, presentano seri rischi per la salute.

Meglio adottare soluzioni naturali e sicure.

L’indispensabile acidità

Il succo gastrico prodotto ogni giorno dalle cellule dello stomaco contiene acido cloridrico ed è estremamente acido.
Questa acidità è necessaria per una corretta digestione dato che stimola la produzione di enzimi digestivi, aiuta a scomporre le grandi particelle di cibo in sostanze nutritive ed è anche letale per gli eventuali agenti infettivi ingeriti.

Normalmente il succo gastrico rimane nello stomaco, organo che si protegge dall’acidità con uno strato di muco.
All’ingresso dello stomaco, dove si unisce con l’esofago, c’è un orifizio di comunicazione tra i due (al di sotto del diaframma), il cardias, che assicura il passaggio unidirezionale dall’esofago allo stomaco.
Il suo ruolo è fondamentale: quando mangiamo si apre per far scendere il cibo nello stomaco, mentre per il resto del tempo dovrebbe mantenere una certa pressione per evitare che il succo gastrico risalga.
Ma a volte il meccanismo non funziona e parte del contenuto dello stomaco rifluisce nell’esofago.

Quando il reflusso è significativo e ricorrente, l’esofago si infiamma e diventa doloroso, si parla allora di GERD, gastroesophageal reflux disease.

Ma il nemico non è sempre chi si pensa che sia e, contrariamente a quanto si crede, è molto raro che il reflusso derivi da una sovrapproduzione di acido cloridrico. In realtà è molto più comune il contrario.

L’ipocloridria, cioè la mancanza di secrezione acida, manda in tilt l’intero sistema digestivo, causando paradossalmente i sintomi del reflusso, del bruciore di stomaco e dei crampi allo stomaco.

L’età è uno dei principali fattori che contribuiscono al “rallentamento” dello stomaco: la metà degli ultrasessantenni produce solo un quinto di quanto produceva all’età di 10 anni.

La presenza di acido in abbondanza è essenziale per controllare la chiusura del cardias. In caso contrario, questo rimane aperto e il poco acido presente che risale è sufficiente per attaccare l’esofago.

Troppo o troppo poco? Il test

Come verificare il proprio livello di produzione di acidità?
A stomaco vuoto, versare un cucchiaino di bicarbonato di sodio in un bicchiere d’acqua. Mescolate e bevete.
Questo semplice test vi permetterà di cronometrare il tempo necessario per euruttare.
Il suono potrebbe essere più simile a piccole bolle d’aria che a una grande eruttazione:

  • Da 1 a 2 minuti: l’acidità è ottimale.
  • Da 2 a 3 minuti: l’acidità è leggermente diminuita.
  • Tra 3 e 5 minuti: si soffre di ipocloridria.

Alimentazione: le 8 leve d’azione

Una buona alimentazione è la chiave per il trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo: nell’80% migliora significativamente la situazione.

Ecco le otto azioni da intraprendere per ottenere buoni risultati.

  1. Mangiare 5 volte al giorno
    Quando lo stomaco è molto pieno, il suo contenuto risale più facilmente l’esofago. Invece di consumare 3 pasti abbondanti, assumete piccole porzioni ai pasti e aggiungete spuntini a metà mattina e pomeriggio: frutta, noci, cioccolato fondente.
  2. Cenare presto e leggero
    Se soffrite di reflusso notturno, cenate abbastanza presto e lasciate passare almeno 3 ore prima di mettervi in posizione orizzontale.
  3. Mangiare cibi crudi o poco cotti
    Tutti gli studi hanno dimostrato che il reflusso aumenta quando i pasti vengono consumati di fretta. Mangiare lentamente e masticare bene è essenziale! La masticazione avvia la digestione e stimola la produzione di saliva, una soluzione alcalina in grado di neutralizzare l’acidità dello stomaco. Per costringersi a masticare bene, evitare i cibi inconsistenti come la maggior parte dei prodotti industriali e cibi “morbidi” come purè, zuppe o composte. Scegliete alimenti croccanti: verdure crude, semi oleosi, verdure cotte al dente, frutta intera, ecc.
  4. Scegliere alimenti ricchi di fibre
    Per una corretta digestione il contenuto dello stomaco deve essere rilasciato periodicamente nell’intestino tenue. Lo stomaco pieno esercita una pressione sul cuore e favorisce il reflusso. Le due cause principali di un lento svuotamento dello stomaco sono lo stress e la stitichezza. Le fibre aiutano a far avanzare il bolo, quindi mangiate molti alimenti ricchi di fibre come verdura, frutta, semi oleosi, legumi e cereali integrali.
  5. Bere anche fuori dai pasti
    Assicuratevi di bere acqua durante tutta la giornata, poiché è essenziale per un buon transito. Non bevete troppo durante i pasti per evitare di diluire i succhi digestivi e ridurre l’acidità.
  6. Moderare gli alimenti aggressivi
    Alcuni alimenti aumentano il rilassamento del cardias: cioccolato, menta (infuso, olio essenziale), caffè e tè nero, alcol (un solo bicchiere di vino bianco è sufficiente…). Altri sono irritanti per una mucosa già indebolita: le verdure alliacee, in particolare la cipolla, le spezie come il peperoncino, e ancora le bevande alcoliche assunte a stomaco vuoto, il tè e il caffè, anche quello decaffeinato.
    Altri aggravano il problema: bibite, agrumi, succhi di frutta industriali, aceto, piatti industriali, cibi grigliati, fritti e tutti gli alimenti ricchi di grassi.
    Provate a rinunciare a questi alimenti per tre settimane per vedere se fa la differenza.
    Anche il latte animale e il glutine sono spesso mal tollerati, perché favoriscono la fermentazione intestinale che aumenta la pressione addominale e incrementa il reflusso. In tutti i casi, sono gli eccessi a essere dannosi: non consumate più di un latticino al giorno, e lo stesso vale per il grano.
  7. Privilegiare alimenti antinfiammatori e antiossidanti
    Consumare le verdure a ogni pasto, scegliendo quelle più colorate per ottenere un’ampia gamma di antiossidanti.
    Consumare la frutta al di fuori dei pasti, in quanto fonte di fermentazione se consumata a fine pasto. Pensate ai frutti di bosco ricchi di antiossidanti: more, lamponi, mirtilli, ecc.
    Completate il tutto con spezie come la curcuma, lo zenzero o il rosmarino, anch’essi ricchi di antiossidanti.
    Consumate oli biologici di oliva e di colza (o camelina) in ragione di 2-3 cucchiai al giorno e mangiate pesce grasso (sardine, sgombri, aringhe) tre volte alla settimana.
  8. Attenzione al peso
    L’eccesso di grasso addominale esercita una maggiore pressione sullo stomaco e sullo sfintere esofageo e anche un piccolo aumento di peso può essere sufficiente a causare il reflusso acido.
    Maggiore è il peso in eccesso, maggiore sarà il reflusso.
    Evitate le voglie strutturando i pasti e aumentate la massa muscolare con un’attività fisica regolare.

Due bevande “tampone”

Se il reflusso è episodico e poco importante, utilizzate questi agenti in grado di tamponare e proteggere l’esofago:

  • L’argilla combatte le infiammazioni ed è un buon cicatrizzante in caso di irritazioni o danni alle pareti digestive: prima di un pasto e lontano da qualsiasi farmaco, versate un cucchiaino di polvere di argilla bianca o verde sulla superficie di un bicchiere d’acqua. Attendete 10 minuti prima di mescolare, quindi assorbire il tutto a piccoli sorsi.
    Per preparare l’acqua di argilla non si deve usare il metallo, ma il legno.
  • Il succo di patata ha un effetto terapeutico grazie al suo alto contenuto di potassio, un minerale alcalino. È inoltre antinfiammatorio, emolliente, lenitivo e cicatrizzante.
    Poiché il sapore non è eccezionale, combinatelo con altre verdure come carote, cavoli, barbabietole, cetrioli, ecc. Utilizzate un estrattore di succo per preparare la miscela che preferite (evitate i pomodori troppo acidi) e bevetene uno o due bicchieri al giorno all’inizio dei pasti.

Due modi per spegnere definitivamente l’incendio del reflusso gatrico

Ed ecco come le piante possono intervenire per risolvere i disagi causati dal reflusso gastrico.

Rafforzare il rivestimento dell’esofago

La pianta protagonista, la più usata tradizionalmente e la più studiata, è la radice di liquiriziaGlycyrrhiza glabra, che favorisce un’abbondante produzione del muco che riveste la parete dello stomaco – muco che può svolgere un ruolo a monte dell’esofago e proteggerlo dall’acidità.

La liquirizia ha anche un potente effetto antinfiammatorio e cicatrizzante sulle mucose danneggiate dall’acidità.3

Se l’assunzione di liquirizia si dimostra efficace sulla GERD, essa svolge anche un’azione antinfettiva, in particolare sull’Helicobacter pylori, un batterio che ama gli ambienti acidi, responsabile della gastrite e dell’ulcera gastrica.
Sarà utile nella prevenzione.

La radice polverizzata o tritata può essere utilizzata come decotto: far bollire 30 grammi in 1 litro d’acqua, quindi lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare e bere durante il giorno. La bevanda è deliziosa.

Attenzione: l’uso prolungato della liquirizia favorisce l’ipertensione. Pertanto, non dovrebbe essere utilizzata in modo continuativo per più di quattro settimane.

Se si soffre di pressione alta, è meglio scegliere un’altra pianta, come ad esempio, il gel di aloe.
Fonte di antiossidanti, ha proprietà curative e riparatrici per la mucosa digestiva. Lenisce la mucosa infiammata e fornisce uno strato protettivo all’esofago. È anche rimineralizzante e depurativo. Scegliete un gel puro al 99% e prendetene un cucchiaio da 2 a 3 volte al giorno prima dei pasti.

Anche l’altea è una pianta che ammorbidisce le mucose. Contiene molecole protettive: da un lato, polifenoli ad azione antinfiammatoria e, dall’altro, mucillagini che possono svolgere un ruolo antitussivo, interessante nelle tossi croniche legate alla GERD.
Si prepara diluendo 1 cucchiaino di radice di altea in polvere in un bicchiere di acqua fredda o calda 15 minuti prima del pasto.

Ridurre gli spasmi e stimolare lo svuotamento

La GERD si manifesta spesso in persone stressate e ansiose e può essere collegata a un disturbo del sistema neurovegetativo che controlla gli organi digestivi.

Ad esempio, lo stress cronico provoca una diminuzione della secrezione di acido cloridrico e di vari enzimi digestivi, nonché contrazioni e spasmi che disturbano lo svuotamento dello stomaco, tutti fattori che possono portare al reflusso.

Assumete un integratore di magnesio, minerale essenziale per aumentare la resistenza allo stress, e associatelo a una pianta come la melissa.

La melissa, Melissa officinalis, è nota da tempo per il suo effetto rilassante e per la sua efficacia nel trattamento dei disturbi d’ansia ma è soprattutto la grande pianta antispastica dell’apparato digerente, ed ha molte proprietà antiulcera e antinfiammatorie.

A livello gastrico, migliora la motilità dello stomaco, aumenta la secrezione di muco e di molecole antinfiammatorie. È indicata per crampi allo stomaco, forte gonfiore, eruttazioni, ecc.4 Si assume come infuso di un cucchiaino per tazza di acqua calda dopo i pasti, come estratto secco o come EPS.

La melissa ha un’interessante azione sinergica nel reflusso con la genziana (30 gocce in mezzo bicchiere d’acqua 10 minuti prima del pasto).

Queste due piante regolatrici permettono di ripristinare rapidamente il normale funzionamento del tratto digestivo superiore.

Infine, lo zenzeroZingiber officinale, ha molteplici proprietà, in particolare quella di proteggere lo stomaco e di aiutare a combattere l’Helicobacter pylori. È anche una pianta antinfiammatoria ed è stata dimostrata la sua efficacia nell’accelerare lo svuotamento gastrico.5 Uno studio ha anche dimostrato che un composto dello zenzero è più efficace del lansoprazolo.6

Lo zenzero può essere consumato fresco, grattugiato o messo in infusione in acqua calda (circa 1 cm di rizoma fresco per tazza). Altrimenti, sono disponibili estratti secchi o liquidi.

In sinergia, è interessante associarlo alla liquirizia o al gel di aloe vera, in modo che lo stomaco torni a funzionare normalmente.

 

Fonte: Naturelab

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