Un modello teorico prevede che entro alcuni anni il nuovo coronavirus da pandemico diventerà endemico e infetterà per la prima volta in età infantile, causando sintomi lievi e conferendo un’immunità protettiva da conseguenze gravi ma non dalle reinfezioni. Molto dipenderà tuttavia dalla risposta immunitaria al virus sviluppata dalla popolazione nel prossimo futuro, anche in funzione dei vaccini.

È di poche settimane fa la notizia che nella popolazione europea si stanno diffondendo nuove varianti più contagiose del nuovo coronavirus, come quella inglese. La cosa non deve sorprendere, perché, come tutti i virus, anche quello responsabile di COVID-19 è in costante mutamento. È quindi probabile che nei prossimi anni il suo rapporto con gli esseri umani continuerà a cambiare, in termini di capacità di diffusione e di gravità della malattia che riesce a causare.

Sulla rivista “Science” Jennie S. Lavine e colleghi della Pennsylvania State University prevedono che nel giro di una decina di anni il virus sarà presente a livello endemico nella popolazione generale, causando solo sintomi lievi, come avviene già nel caso di altri coronavirus. Inoltre, la sua letalità potrebbe scendere al di sotto di quella dell’influenza stagionale (0,1 per cento).

Il risultato è emerso da un modello teorico che tiene conto delle caratteristiche di quattro coronavirus umani che attualmente circolano nella popolazione mondiale a livello endemico provocando il comune raffreddore; il modello ha considerato diversi parametri, come la suscettibilità delle persone a una nuova infezione, la trasmissibilità del virus e il suo indebolimento dopo la reinfezione.

Il modello mostra che la prima infezione da SARS-CoV-2, una volta diventato endemico, avverrebbe nella prima infanzia, tra i 3 e i 5 anni di età, e causerebbe sintomi lievi. L’infezione infantile conferirebbe al soggetto un’immunità che non impedirebbe successive, periodiche reinfezioni, ma metterebbe al riparo da conseguenze sanitarie gravi.

“Nel caso dei coronavirus che causano il raffreddore, la reinfezione è possibile entro un anno, ma anche se si verifica, i sintomi sono lievi e il virus viene eliminato dal corpo più rapidamente”, ha spiegato Lavine. “Ciò evidenzia la necessità di comprendere i vari aspetti dell’immunità di SARS-CoV-2: quanto dura l’immunità che impedisce la patologia e quanto dura l’immunità che impedisce la trasmissione? Questi tempi potrebbero essere molto diversi tra loro”.

Gli autori sottolineano che le caratteristiche specifiche della risposta immunitaria indotta dall’infezione di Sars-CoV-2 e dai vaccini che hanno iniziato a essere distribuiti sono determinanti anche per la velocità con cui l’infezione passerà da pandemica a endemica. In particolare, se i vaccini inducono una protezione di breve durata contro la reinfezione, ma riducono la gravità della malattia come nel caso di altri coronavirus endemici, SARS-CoV-2 può diventare endemico più velocemente.

Lavine e colleghi notano infine che se le infezioni primarie dei bambini causeranno sintomi lievi quando il virus diventerà endemico, la vaccinazione diffusa potrebbe non servire. Se invece le conseguenze sanitarie saranno gravi, come nel caso di coronavirus più letali ma poco diffusi come quello della MERS, le vaccinazioni infantili continue potrebbero diventare necessarie.

 

Fonte:  Le Scienze

2021-01-19T16:53:06+00:00
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